Sappiamo tutti che lo spazio è sempre stato un posto freddo ed inospitale, e che nel suo stringente abbraccio nessuno può sentirvi urlare. Questo è quanto è capitato ad alcuni equipaggi che, per loro sventura, finirono nel misterioso e terribile Triangolo di Neso.


Lo spazio stava diventando un luogo affollato. Navi di ogni tipo, federali, commerciali, e private, stavano esplorando i limiti del nostro sistema solare.

Nell’agosto del 2262, la Goodman, un vascello da carico Tipo-IV (equipaggio di 8 persone), stava compiendo un volo di routine per rifornire una Piattaforma Orbitale nei pressi di Nettuno. Approssimativamente tre ore prima dell’arrivo a destinazione, un detrito colpì e mise fuori uso la matrice del motore di bordo, spedendo la nave, oramai incontrollabile, fuori rotta.

La Goodman andò alla deriva per diverse ore prima che si riuscisse a ripararla sommariamente. Ciò che accadde in seguito è stato oggetto di investigazioni ed esaminato dalle più grandi menti del nostro pianeta. La seguente è una trasmissione della Goodman, in contatto con un operatore della più vicina CommStation.

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Ecco una trascrizione della registrazione:
(Eqp: Equipaggio Goodman – OCS: Operatore CommStation)

INIZIO PLAYBACK ARCHIVIO

Eqp: “Ricevuto, regolo la rotta due sette otto.”
OCS: “Siete riusciti a sistemare tutto?”
Eqp: “Sì, penso di sì, ci siamo presi uno spavento, ma adesso è tutto a posto.
*lontano dal microfono* “Come ti sembra, siamo di nuovo in corsa?”
*risposta in lontananza*
OCS: “Ragazzi, serve aiuto? Se volete vi posso mandare un rimorchiatore.”
Eqp: “No, abbiamo riacceso i motori. I sistemi sono online.”
*gli allarmi iniziano a suonare*
Eqp: “Huh? E quello che diavolo è?

Eqp: “ Hey Pete, vedi anche tu que-*suono statico*

SEGNALE PERSO

Seguenti ricerche nei pressi della loro ultima posizione conosciuta non trovarono neanche un rottame, niente. La Goodman era semplicemente scomparsa.

Nei mesi seguenti, nella stessa area e in maniera simile si persero le tracce di altre due navi. Vennero aperte ulteriori indagini ma nessuno è mai riuscito a determinare cosa è accaduto.

Alla fine, l’area venne dichiarata no-fly zone.

 

Traduzione a cura di Alex Miura.
Articolo originale disponiblie presso Roberts Space Industries.