Di tanto in tanto, Chris Roberts pubblica qualche sua nota personale riguardante progetti crowd funding particolarmente interessanti o distintivi. Questa volta è il caso di The Bard’s Tale IV, sequel di un franchise di dungeon crawlers dormiente da quasi trenta anni!


Salute Cittadini,


Oggi ci sono delle nuove entusiasmanti notizie di progetti crowd funding da condividere: Brian Fargo ed inXile stanno riportando in vita The Bard’s Tale, un franchise che è rimasto dormiente per quasi trent’anni! Per quanti non sono abbastanza vecchi da ricordare il panorama videoludico degli anni 80, la serie di The Bard’s Tale è stato uno primi veri contendenti per il trono degli cRPG fondato dalla serie Ultima della Origin. La serie offriva un gameplay ormai classico basato sull’esplorazione dei dungeon, caratterizzato da un certo numero di funzioni uniche, come l’innovativa precoce grafica 3D ed un’enfasi speciale del mondo di gioco per la musica. Il nuovo gioco promette di essere un ritorno a questa formula e punta a resuscitare una tipologia di gameplay single-player basato sui party che sembra essere stato dimenticato nell’era dei mondi multiplayer massivi.

Ciò che ho visto finora di Bard’s Tale IV è meraviglioso. Sono sicuro che Brian ed il suo team realizzeranno un sequel degno della serie rimasta assopita per lungo tempo. Ma ciò che mi interessa davvero (e che mi ha spinto a condividere questa notizia con la comunità di Star Citizen) è il fatto che questa è la terza campagna crowd funding della inXile. Questo vuol dire che hanno trasformato quello che una volta era uno studio di sviluppo tradizionale in qualcosa capace di imbrigliare pienamente il potere di base della folla. Il primo dei loro progetti che è stato completato, Wasteland 2, è stato rilasciato nei primi mesi di quest’anno. Anche io ho finanziato Wasteland 2 e pensavo che fosse bellissimo… Ed a quanto pare, le recensioni sembrano essere d’accordo. E’ un gioco che è rimasto fedele allo spirito ed al gameplay dell’originale. Ed oltre a questo, è prova del fatto che i giochi crowdfunded realizzati dai veterani dell’industria creativa possono raggiungere livelli qualitativi maggiori di quelli che vi aspettereste da un publisher, perché sono motivati a creare un bellissimo gioco, piuttosto che far guadagnare gli azionisti.

Ma più di ogni altra cosa, tutto questo mi dice che la strada che stiamo percorrendo non è stata dettata da un colpo di fortuna: il crowd funding dispone davvero del potenziale necessario per sostituire il modello dei publisher. Sembra così semplice: permettere ai giocatori stessi di partecipare alla creazione dei giochi cui vorrebbero giocare. Se siete interessati ad un dungeon crawler di alta qualità (o siete affezionati all’originale), vi incoraggio a guardare il trailer di Bard’s Tale IV, riportato qui di seguito. E se siete interessati a finanziare il suo sviluppo (o soltanto a vedere come funzionerà il futuro dello sviluppo dei videogiochi), potete andare a vedere il loro progetto Kickstarter qui.

– Chris Roberts


 


Traduzione a cura di Darnos.
Articolo originale disponibile presso le Roberts Space Industries.