A, B, C, D…….. M! C’è voluto un po’ prima che i programmatori di Star Citizen decidessero di pubblicare questa versione sull’universo Live. E finalmente eccola! GrimHex, Reliant, Argo, Luci nuove! Ecco le nostre impressioni.


 

Ansia. Mi sveglio. Corro! Dov’è Hex? Dov’è???

È stato questo l’approccio con cui ho affrontato le prime fasi di gioco sulla versione 2.5 di Star Citizen. Eh già, ho provato subito un senso d’impazienza. Sì, perché quello che spinge noi giocatori di Star Citizen a credere in questo progetto è la curiosità di provare e scoprire. Cosa? Beh ovviamente nuove navi, le novità del gameplay ma soprattutto nuovi posti. Mi avevano detto che per trovare Hex sarebbe stato sufficiente diventare un fuorilegge, per farlo avevo bisogno di una nave e lanciarmi nello spazio e a quel punto, però, ero troppo curioso di volare con la nuova nave. Già.. come si chiama? La reliant. Ma quanto mi piace!

Le navi più recenti sono davvero Belle: se le primissime erano curate in ogni minimo dettaglio, queste di nuova generazione sembrano scolpite pixel dopo pixel. Mi hanno colpito molto gli interni, si vede subito come strizza l’occhio in particolare al trasporto merci; lo dimostra anche il fatto che la stiva è tra le più capienti se confrontata alle altre navi della stessa categoria. Qualche passo in avanti ed arrivo in cabina: ci sono due sedili, sarà sicuramente fantastico pilotarla in coppia. Mi siedo e osservo l’impostazione del cockpit che a differenza delle navi militari è pensato per offrire uno spettacolare angolo di visuale, ora però non mi resta che accendere il computer di bordo e prendere quota… Oh mio dio, ma allora funziona! Il sistema che fa ruotare lo scafo non è per niente buggato, l’animazione è fluida e naturale! Tutte le navi di Star Citizen sono profondamente diverse tra loro e questa lo è decisamente. La sua caratteristica riguarda proprio l’assetto di volo, al momento per cambiarlo basta entrare/uscire dalla modalità di atterraggio. Molto probabilmente nelle prossime patch potremo cambiare assetto indipendentemente dalla modalità in cui ci troviamo. Rotta impostata, si parte!

Giungo a Yela e mi domando: davanti a me un’enorme luna, tutto attorno solo asteroidi, che faccio? Mi improvviso esploratore? :D E così è stato. Ho iniziato a circumnavigare la cintura da destra (pessima scelta). Sono stati i 20 minuti più esplorativi che ho passato su Star Citizen, ho incontrato parecchi pirati. Li ho ingaggiati ma ho dovuto poi seminarli, mi sono accostato a decine di ammassi, però, niente da fare: ho realizzato che stavo girando come un cretino. Ormai ero davvero impaziente, così ho deciso di adottare il “metodo facile”. Mi dirigo verso un satellite per metterlo fuori uso ma è già spento e pieno di pirati, sono con la Reliant e posso farci ben poco. È una nave scarsamente armata, non pensata per lo scontro a fuoco, di fatto ho a disposizione soltanto due miseri laser. Vado sul prossimo, pure questo è già spento. Diamine, di solito sono tutti online! Voglio diventare un cattivone. Che fare? Sono tutti lì a godersi la nuova base e io qui a cercare un cavolo di modo per trovarla. Finalmente, dopo mille peripezie riesco a diventare un fuorilegge, nel farlo però muoio e il gioco crasha. Diamine, ancora. No, non è possibile. Reset et voilà.

Rinasco direttamente su GrimHex ed è tutto molto confuso, il framerate è pessimo ed è tutto molto scuro. Comincia nell’oblio la mia prima esplorazione di questo covo di malfattori: da destra a sinistra, dal basso verso l’altro e dall’alto verso il basso (ci sono arrivato in un secondo momento che c’erano gli ascensori). Mi piace, è molto dark e dà l’idea di essere stata abbandonata a se stessa ma ancora operante con quel poco che c’è. All’esterno ci si può arrivare in due modi: quello classico che conosciamo tutti, attraverso corridoi e camere di decompressione, e quello figo da vero bad man, in EVA, facendosi strada tra cunicoli oscuri e luoghi dimenticati. In un certo modo ricorda molto la base abbandonata di Covalex e la paura di trovare qualcuno dietro l’angolo è elevatissima.

Le piattaforme d’atterraggio sono sviluppate su più livelli, tre per l’esattezza; un dettaglio che ricorda la cara vecchia Port Olisar. A proposito di atterraggio, con la 2.5 è stata introdotta una nuova modalità che ho trovato più semplice ed immediata: le piattaforme ora indicano tramite il binomio di colori verde/rosso la loro disponibilità. Il nuovo sistema è efficace perchè consente di risparmiare un tasto per attivare l’automazione dell’atterraggio, basta infatti tenere premuto N in prossimità di una piattaforma, personalmente invece non lo trovo così accattivante dal punto di vista del design.

È tutto veramente confezionato a regola d’arte. Anche qui posso spawnare le navi, ed ora che mi sono scrollato di dosso la curiosità di provare la Reliant e di esplorare la nuova base concedo una chance anche alla Argo, navetta di supporto per le Ammiraglie più grandi e che abbiamo già visto nel video anteprima della Idris… sì, quello con gli npc apparentemente intelligenti. E porca miseria, è bella pure questa, dettagliatissima. La prima che ho provato è stata la versione per trasporto del personale, c’è un portellone posteriore e ci si può accomodare come passeggeri (fino a 8 ). L’altra versione è destinata invece al trasporto merci: nella stiva, ovviamente accessibile, sarà possibile stipare i nostri oggetti ed è presente anche un sedile per un ulteriore passeggero, che potrà avvalersi anche di due uscite laterali. È una bella nave, è decisamente pratica e agile e si rivelerà sicuramente molto utile nello svolgere i compiti per la quale è stata concepita.

Conclusioni: la 2.5 è una buona patch. La Reliant e la Argo sono due gradite aggiunte nel già enorme parco navi a disposizione e con l’introduzione di GrimHex Star Citizen si orienta un po’ di più verso il PVP, probabilmente sarà ancora più vicino a questo obiettivo con la 2.6. Sicuramente da menzionare l’ottimo lavoro svolto dai tecnici del suono che hanno curato GrimHex, ogni angolo della base produce una enorme varietà di suoni metallici e tecnologici, il tutto condito da un’atmosfera ovattata che risalta i movimenti dell’asteroide in cui è scavata la base.

Purtroppo però, non è tutto oro quello che luccica. Ciò per cui sono ancora perplesso è il framerate ballerino e in generale l’esperienza multiplayer. Anche quando l’azione è ridotta all’osso a volte è veramente ingiocabile, figuriamoci in pvp, quando volano i proiettili e i tempi di reazione e risposta sono basilari. Chiaro che lo sviluppo procede in pipeline e che i prossimi aggiornamenti riserveranno delle migliorie, però è davvero frustrante dover testare un gioco in queste condizioni. Semplicemente passa la voglia, se siamo qui alla ricerca di bug, gli sviluppatori dovrebbero innanzitutto fornirci sessioni quantomeno stabili. A tal proposito, inutile sottolineare l’importanza che assumerà questo fattore per una delle feature più attese della 2.6: Star Marine. Un altro aspetto che ha caratterizzato negativamente la mia prima esperienza su GrimHex, come mi aspettavo, è stato il confronto con alcuni giocatori poco corretti e questo mi fa pensare che probabilmente con l’evoluzione del PVP in Star Citizen assisteremo alla nascita del fenomeno dell’accanimento. Nel caso di GrimHex, dal momento che si varca l’airlock le armi sono completamente disponibili e lascio immaginare ai lettori quali possono essere gli scenari. Secondo Star Citizen è lecito sparare a una nave appena respawnata ed è possibile uccidere l’ignaro giocatore che tenta, invano, di raggiungerla. Nulla da obiettare. Come ho sottolineato all’inizio, ciò che ci spinge a credere in questo progetto è la curiosità di scoprire, prima ancora però bisognerebbe ricordarsi che il gioco è ancora in fase di Alpha, quindi, sfumato lo stupore e messe da parte tutte queste premesse, chi gioca sa (dovrebbe sapere) che sta contribuendo al suo sviluppo e, se tra un framerate altalenante e decine di crash ci si aggiunge anche questo fattore, bèh, tutto assume una piega cupa e molto spiacevole.

Redazione a cura di

Donniebrasco92