Questo articolo è stato originariamente pubblicato nel Jump Point 7.10.

Saluti, viaggiatore. L’universo è pieno di storie uniche che aspettano solo di essere raccontate. Noi di OBSERVIST LIFESTYLE non vediamo l’ora di farvi dare uno sguardo da vicino alle persone più affascinanti che vivono tra le stelle ed alle incredibili avventure che hanno vissuto.

Oggi viaggeremo insieme nel Sistema Stanton ed entreremo nell’atmosfera alta di ArcCorp. Sotto di noi, il paesaggio urbano si espande in ogni direzione, creando una destinazione intimidatoria e travolgente per molti viaggiatori. Molti dei visitatori che giungono qui, per affari o per piacere, impostano la rotta verso Area18, un distretto pubblico commerciale con uno spazioporto aperto a tutti. Questo vivace snodo dedito al commercio attira in questo angolo dell’Impero una moltitudine di persone.

Il G-Loc Bar si trova affacciato alla piazza centrale di Area18. Meta popolare tra la gente del posto e chi arriva da fuori per le sue viste spettacolari e le sue bevande particolarmente forti, il bar vede un viavai continuo di clienti di tutti i tipi proveniente da quasi ogni Sistema dello UEE. Il barista Brant Weiss ha servito bevande e scambiato storie con i clienti del G-Loc per circa otto anni. Passa dietro al bancone una media di dodici ore al giorno per sei giorni alla settimana, ma afferma di non essersi mai annoiato una volta. Weiss attribuisce alla sua clientela, sempre diversa ed imprevedibile, il merito di aver mantenuto il suo lavoro interessante per tutto questo tempo. Non vedevo l’ora di sapere com’è la vita di qualcuno che ha a che fare quotidianamente con tanta diversità Umana.

Arrivato in un momento abbastanza tranquillo durante il turno di pausa, con il G-Loc vivace ma non particolarmente affollato, mi sono seduto su uno sgabello in fondo al bancone a forma di L e ho osservato lo scenario. Il bar combina un’estetica industriale ma elegante, esibendo dei vecchi propulsori ArcCorp appesi al soffitto sopra a delle comode panche in finta-pelle. Un’area leggermente sopraelevata sul retro ospita una pista da ballo attualmente vuota ed enormi finestre che offrono una vista impressionante sull’infinita espansione di Area18.

Oggi Weiss è solo dietro al bancone. Prima di prendere l’ordinazione, saluta calorosamente ogni cliente. Alcuni di loro li conosce, ma la maggior parte sono tutti volti nuovi. Mixa velocemente il loro drink e passa al cliente successivo. Quando tutti sono stati serviti, Weiss recupera alcuni bicchieri rimasti sul banco, passa il disinfettante, prepara nuove scorte e prima di unirsi a me si versa da bere.

“È solo un Fizzz alla pesca. Devo restare lucido. Inoltre, conoscendo i miei gusti, diventasse un’abitudine prendermi da bere farei fuori mezza busta paga. C’è una bottiglia di Radegast sulla mensola lì sopra che continua a chiamarmi. Ma, tornando seri, questo è un lavoro delicato e per cui serve attenzione ai dettagli. La maggior parte della gente non la pensa così, ma quando il locale è pieno, ricordare chi ha ordinato cosa e servire il più velocemente possibile può rivelarsi un’impresa alla pari di una fatica di Ercole. Inoltre, devi assicurarti di essere sempre rifornito, di tenere tutto quanto non solo pulito, anche disinfettato… voglio dire, è una lista di cose lunghissima. Ma questa era la parte facile. La vera sfida è gestire i clienti e, almeno per me, è anche la vera gioia di questo lavoro.”

Weiss racconta che il G-Loc non vede i clienti tipici da bar. Il fatto che si trovi così a ridosso dell’affollata piazza centrale di Area18 porta all’interno persone di tutti i tipi. Attrae gli abitanti locali che cercano un po’ di relax dopo lavoro, trasportatori che cercano di ammazzare il tempo tra una consegna e l’altra, e turisti convinti dalle recensioni positive date ai suoi cocktail forti e ben realizzati.

“Facciamo sempre ottimi affari durante la Coppa Murray o una stagione di sataball. Le folle portano sempre tanto divertimento anche se sono un po’ chiassose. C’è una trasportatrice che fa da noi la prima tappa dopo aver passato chissà quanto tempo a bordo della sua nave. Dice sempre di aver bisogno di una bella dose di umanità con il suo whisky. E solo l’altro giorno, ho servito un giro ad un tavolino tranquillo lì sul retro, solo per scoprire che avevano appena concluso un affare multimiliardario. Non c’è un giorno uguale all’altro qui, questo è sicuro.”

Mentre Weiss descrive i vari tipi di clientela, un individuo che indossa un’armatura completa ed elmo entra correndo nel bar. Esamina velocemente il locale prima di scattare nuovamente e salire sulla pista da ballo. Muove i fianchi e slancia le braccia a tempo per qualche istante, poi esce di corsa tanto veloce quanto è entrato. Ma la scena non turba Weiss per niente.

“Capita più spesso di quanto pensi. Non so da cosa siano impossessati. A volte credo che stare troppo a lungo su una nave possa mandare in pappa il cervello della gente… o forse è solo droga. (Ride) Comunque, sono diventato piuttosto bravo a capire le persone con una sola occhiata. Anche quelli che vengono qui in armatura completa. Voglio dire, solo questo la dice lunga. Chi cavolo indossa un elmetto per andare a bere?”

Un flusso costante di clienti genera un interminabile viavai. Mentre Weiss serve le bevande, chiacchiera amichevolmente degli argomenti più disparati, dai prezzi attuali della TDD per l’astato alle spiagge più belle di Goss. Sentendo le sue risposte fondate su una conoscenza approfondita dell’area e i problemi che affliggono ogni angolo dello UEE, molti faticherebbero a credere che in realtà non ha mai lasciato il Sistema Stanton.

“Sono stato su microTech una volta. Quei paesaggi sono bellissimi ma è tutto troppo costoso. La mia famiglia non ha mai avuto una nave, ed io di sicuro non me la posso permettere. Ma la cosa non ha mai spento la mia curiosità. Qualcuno una volta mi disse che puoi imparare molto della vita viaggiando, leggendo, ed avendo una buona conversazione. Non ho i mezzi per viaggiare, perciò mi sono focalizzato sugli altri due punti. Ecco perché con le persone parlo sempre delle loro avventure e tengo una lista di tutti i posti interessanti che citano. Forse un giorno, quando sarò in pensione, ne visiterò un po’. Mi piacerebbe. Ma per ora, sono felice sia il resto dell’universo che viene a visitare me.”

E da dove sono seduto, sembra che il resto del ‘verso sia felice di fare proprio questo. E fino a che Weiss si divertirà a mixare drink e ad intrattenersi in discussioni animate con le persone che visitano il G-Loc, sembra non ci sarà fine al flusso di potenziali clienti che cercano una tregua dalla metropoli che non dorme mai appena fuori dalle sue porte. Preparandomi ad ordinare il mio secondo giro, gli chiedo quale sia la sua bevanda preferita nel menù. La sua risposta è immediata ed appassionata.

“Nick’s Mistake. È delizioso, è abbastanza forte, ed è qualcosa che facciamo solo qui. Contiene il nostro segretissimo mix Nova, che produciamo internamente. Davvero, se ti dicessi la ricetta, verrei licenziato più velocemente di un proiettile sparato da un cannone a tachioni.”

Per le persone che vogliono provare l’esperienza G-Loc senza viaggiare ad Area18, invece, Weiss è stato felice di condividere la ricetta del suo secondo drink preferito nel menù, il Wingman’s Hangover, pur con qualche avvertimento.

“Il nome dice tutto. Perciò, lascia che dica loro quello che ripeto spesso qui. Divertitevi responsabilmente e mai, mai volare da ubriachi.”

WINGMAN’S HANGOVER (AGITATO, ON THE ROCKS)

  • 30ml di gin Jynx
  • 30ml di cocgnac Starlight Idris Cuvee
  • 30ml di whisky Lionheart Martian
  • 20ml di lime
  • 15ml di sciroppo semplice
  • Rothman’s Ginger Lime

 

Aggiungete nello shaker tutti gli ingredienti a parte la soda Rothman’s e shakerate con il ghiaccio. Versate in un bicchiere Collins pieno di ghiaccio. Guarnite con la Rothman’s. Decorate con uno spicchio di limone.

 

Articolo originale disponibile presso Roberts Space Industries.