Questo Portfolio è stato originariamente pubblicato nel Jump Point 8.10.

“FAI UN PASSO AVANTI”

È questo slogan la prima cosa a cui molti associano Caldera, un produttore di armature che si impegna per dominare gli ambienti estremi. Considerata inizialmente come azienda per un mercato di nicchia, Caldera è riuscita a superare anche le più rosee aspettative del suo CEO Layth Brentano grazie all’ormai famosissimo slogan e alle pubblicità che hanno reso famoso il marchio. La più iconica, che raffigura un esploratore che cammina controvento sulla neve con un braccio alzato, si può trovare quasi sempre in loop continuo negli spazioporti di tutto lo UEE. In esso, l’armatura Novikov del protagonista accumula ghiaccio e neve mentre raggiunge il bordo di un’enorme caldera qualche secondo prima del tramonto. La telecamera del drone, colpita dai forti venti, segue traballante la scena e ad ogni passo rivela un’incredibile vista panoramica del cratere. Infine, l’iconico slogan compare lentamente sulla parte alta della pubblicità.

“Ho sempre adorato quella pubblicità. Incarna perfettamente ciò che desidero la gente provi quando indossa un prodotto Caldera; maestosità a livello personale,” racconta Brentano. “Inoltre, in quello spot è stato utilizzato il prototipo della tuta e la persona che lo indossa è la ragione per cui siamo ancora qui.”

INTERVALLO DI FIDUCIA

Layth Brentano si descrive spesso come un “bravo ingegnere, ma migliore come carrierista.” Nato in una regione particolarmente fredda di Vann, in Croshaw, Brentano ha passato la maggior parte della sua giovinezza all’esterno, ad aiutare la sua famiglia a mantenere l’avamposto di estrazione mineraria. In quel clima rigido, le macchine avevano bisogno costante di riparazioni e Brentano ci passava molte ore, infagottato per contrastare il freddo, aiutando lo zio a rattoppare le parti malfunzionanti nel migliore dei modi. Nel frattempo, sviluppò anche una passione per la meccanica che sarebbe durata per tutta la sua vita.

Una borsa di studio permise a Brentano di recarsi a Reisse e frequentare l’Università di Rhetor. Lì, circondato dai colleghi ingegneri, comprese che tra l’avere tantissime idee creative ed il riuscire a realizzarle c’era una bella differenza, in quanto richiedeva un livello di abilità che solo gli studenti migliori possedevano. Fu soprattutto un ingegnere in particolare che fece notare questa cosa a Brentano.

Tetsuya Lang era noto in tutto il campus per la sua mente geniale. Durante il primo anno, Lang aveva iniziato a lavorare su alcuni sistemi per mitigare l’espansione termica dei metalli e da allora non si era più fermato. Stava presentando un aggiornamento dei lavori alla sua classe del terzo anno quando un commento da parte di Brentano riuscì ad ispirarlo per trovare una soluzione al problema che lo aveva ostacolato per mesi. Lang riconosceva che Brentano eccelleva nel pensiero non lineare e aveva buon occhio per l’applicazione, e i due divennero presto inseparabili. Brentano notò che le armature resistenti al calore spesso contrastavano l’espansione termica incorporando altri materiali tra i pezzi. Se fossero riusciti a limitare la quantità di questi materiali particolari, allora sarebbero riusciti a realizzare una tuta più sicura e resistente. Quando i primi esperimenti di Lang iniziarono a dare frutti, Brentano cominciò a seguire l’arduo processo di realizzazione che garantì alla coppia una prestigiosa borsa di studio per studenti UEE e l’assegnazione di un laboratorio all’interno del campus. Dopo la laurea, i loro esperimenti fecero ottenere al duo una concessione di ricerca e sviluppo ed un laboratorio provvisorio su Persei, dove si eseguivano la maggior parte dei lavori più all’avanguardia di tutto l’Impero.

REAZIONE A CATENA

Le prime revisioni sul lavoro di Brentano e Lang svolto su Persei puntavano la luce su alcuni parametri critici che la coppia non aveva notato. Quando vennero riassegnati ad un piccolo laboratorio nei pressi delle rumorose piattaforme d’atterraggio, Brentano comprese che la loro concessione era a rischio. Poi, in un giorno qualunque nell’atrio, iniziò a conversare con Akili Harris, una collega del vicino Dipartimento degli Interni. L’ex pilota della Marina aveva volato per alcune missioni con lo scopo di collezionare campioni di base da pianeti, lune ed asteroidi. I due rafforzarono la loro amicizia perdendosi in racconti di lavori svolti in condizioni metereologiche estreme, e fu subito evidente che la ragazza aveva passato più tempo in ambienti estremi rispetto a chiunque altro Brentano avesse mai conosciuto. Finì che praticamente la trascinò nel loro laboratorio. Dopo aver esaminato il loro lavoro, la Harris mostrò una strana cicatrice geometrica sulla sua gamba sinistra, ottenuta anni prima quando una ventola idrotermale esplose inaspettatamente sciogliendo parte della sua armatura. Se la loro tecnologia fosse stata disponibile al tempo, forse non sarebbe rimasta ferita.

Il giorno seguente la Harris tornò con la sua armatura al laboratorio di Brentano e Lang, che iniziarono ad applicare degli aggiornamenti. Durante gli ultimi frenetici mesi su Persei del duo, lei era ormai divenuta loro ospite abituale. Grazie ad una nuova applicazione pratica per la loro ricerca, avevano fatto progressi velocemente. Tuttavia, era ormai troppo tardi e i due persero la concessione. Fortunatamente, la Harris si sentiva molto coinvolta nel progetto e si offrì per facilitare il loro trasferimento a Mentor, proponendosi di portare personalmente l’equipaggiamento più costoso. Per ringraziarla, Brentano decise di crearle una tuta su misura con le sue specifiche dedicate. Lei accettò l’offerta e continuò a condividere le sue idee per il design, insistendo su numerose caratteristiche chiave come un ampio spazio per conservare oggetti ed un rivestimento interno ultra-confortevole. Il prototipo impressionò Brentano a tal punto che offrì alla Harris una percentuale di ogni unità venduta.

La Harris abbandonò il Dipartimento degli Interni e lavorò a braccetto con Lang per perfezionare i prototipi di tuta adatta ad ambienti caldi e freddi mentre Brentano si impegnava per trovare un acquirente. Gli ufficiali governativi riconoscevano la tuta come di prima classe, ma per via del loro budget non riuscivano a giustificarne il costo elevato. Gli investitori potenziali si preoccupavano del fatto che fosse una tuta specialistica di cui pochi avrebbero avuto bisogno, perciò Brentano si propose di mostrare il motivo per cui tutti ne avrebbero voluta una. Chiese alla Harris di portarlo nel più bel posto che avesse mai visitato. Il filmato dell’avventura su quella caldera innevata convinsero numerosi investitori a salire a bordo del progetto, ed ispirò anche il nome della società.

La prima consegna di tute sugli scaffali restò ferma per quasi un anno prima di diventare il prodotto più venduto nel 2942. Questo successo improvviso era dovuto a solide recensioni positive, passaparola da parte di chi aveva comprato le prime pochissime unità ed un pizzico di fortuna. Nel tardo 2941, un report del governo rivelò che il Sistema Kabal scoperto in tempi recenti era composto da un pianeta con antichi insediamenti Tevarin. Ignorato completamente dalle scansioni iniziali ma scoperto da un team di rilevamento a piedi, le immagini degli straordinari edifici Tevarin ricoperti dalla vegetazione inondarono spectrum. Brentano vide un immediato aumento delle vendite e decise di approfittarne. Sistemò il filmato del suo viaggio con la Harris creando così la famosa pubblicità e la fece mandare in onda su tutti gli schermi installati nel maggior numero possibile di zone d’atterraggio. Con l’aumento delle vendite ed il numero di consumatori interessati alle tute da esplorazione in crescita, Caldera si assicurò i fondi per portare avanti una produzione importante di unità senza mai guardarsi indietro.

Da allora, Caldera è sempre riuscita a ridimensionare le sue operazioni in modo rapido ma intelligente, con lo sguardo costantemente rivolto alla qualità. Sebbene nel tempo abbia espanso la sua linea di produzione, i suoi prodotti di punta restano sempre le tute ambientali Novikov e Pembroke, che attraggono ancora una fanbase vasta e leale composta sia da esploratori professionisti che da avventurieri del fine settimana. Tetsuya Lang guida lo sviluppo dei nuovi prodotti e continua ad armeggiare con i vecchi progetti che crede potrebbero essere migliorati. Akili Harris fa ancora da consulente per Caldera quando non sta lavorando per conto suo. Nel frattempo, Brentano tiene d’occhio il quadro generale come CEO, mantenendo l’immagine di società focalizzata sulla produzione di armature ambientali high-tech affidabili e resistenti. Testa personalmente ogni nuovo prodotto ed offre freedback da ingegnere e da utilizzatore di vitale importanza. Quando un quotidiano locale gli ha chiesto di raccontare la sua esperienza, Brentano ha risposto “sono felice di non averne avuta una quand’ero più giovane. Avrei passato tutto il tempo a giocare sulla neve invece di innamorarmi dell’ingegneria.”

 

Articolo originale disponibile presso Roberts Space Industries.