Questo Portfolio è stato originariamente pubblicato come esclusiva Subscriber il 12 Dicembre 2018.

Metti piede in uno qualsiasi dei cantieri sparsi nell’universo e molto probabilmente troverai qualcosa con il marchio Greycat. Che si tratti di un Pyro Multi-Tool che taglia in tutta sicurezza una lastra di metallo o di una tuta che protegge i minatori dalla caduta di detriti, l’ampia linea di equipaggiamento industriale ed armature di questa azienda la rendono uno dei nomi più rispettati in circolazione. Nello UEE, Greycat è stata un punto fermo per secoli, grazie ai suoi design classici ma innovativi, ai rigorosi standard di sicurezza ed una linea diversificata di prodotti.

Come per RSI, Shubin e Tarsus, è la lunga storia della compagnia a renderla una pietra angolare del moderno UEE. Nonostante Greycat possa dire di aver avuto grande successo sin dagli inizi, però, è diventata veramente famosa soltanto secoli dopo, dopo aver lanciato il suo Veicolo da Trasporto Personale (Personal Transport Vehicle – PTV). Ai giorni nostri è difficile immaginare un Impero privo di un PTV di Greycat che ronza all’interno di qualche hangar o di uno dei suoi bot minerari che estrae minerali dagli asteroidi. Molti analisti danno il merito della crescita di Greycat ad impero manifatturiero agli attenti movimenti gestionali seguiti dalla famiglia fondatrice – i Broussard. Tuttavia, sono sempre di più gli studiosi di storia che credono gran parte del successo dell’azienda possa essere attribuito a Ruben Pardue, ingegnere sconosciuto fino a poco tempo fa responsabile però della progettazione e dello sviluppo di alcuni tra i prodotti più importanti di Greycat. Né Pardue né i Broussard avrebbero potuto rendere Greycat quello che è oggi da soli, ma la loro visione e le loro ambizioni combinate hanno creato una compagnia che è divenuta una parte essenziale dell’Impero.

L’Arroganza della Gioventù

All’inizio Ruben Pardue si fece un nome mentre frequentava l’Università di Rhetor. Dopo la pubblicazione della sua tesi di laurea sulle future applicazioni della tecnologia di geohacking, attirò le attenzioni di Titania Terraforming. L’azienda iniziò a corteggiare il giovane ingegnere ambizioso perché la aiutasse nella terraformazione di Uriel – si trattava di un lavoro sperimentale volto ad aumentare la temperatura del nucleo planetario per compensare la mancanza di calore generato dalla stella a neutroni del Sistema Oberon. Pardue non si fece scoraggiare da questo compito che sembrava impossibile. Anzi, colse al volo quest’occasione per vedere se fosse riuscito a risolvere il problema di ‘sistemare un pianeta’.

Pardue si distinse in fretta per essere una persona dalla lingua pungente ma in grado di risolvere i problemi; molti di coloro che hanno lavorato con Pardue sono stati colpiti almeno una volta dalla sua arroganza, ma non hanno mai messo in discussione la sua competenza e la dedizione verso il progetto. Scalò velocemente i ranghi dell’azienda e presto si ritrovò a chiedere di guidare la costruzione di una rete di tunnel sotterranei che potesse ospitare un altro dispositivo termico sperimentale della sua squadra. Pardue passò mesi nei tunnel, ossessionato da ogni minimo dettaglio. Durante i periodi di inattività, metteva su carta qualche schizzo di nuovi equipaggiamenti che avrebbero potuto rivelarsi utili durante le operazioni. Questi includevano i progetti iniziali per quello che poi sarebbe diventato il Pyro Multi-Tool. Tuttavia, questi schizzi non sarebbero diventati realtà per anni a causa di una tragedia che cambiò la traiettoria della sia vita e della sua carriera.

Il 23 Maggio 2381, una sezione del centro operativo sotterraneo collassò, uccidendo trentasette persone e ferendone anche di più. Pardue, intrappolato in un tunnel di collegamento, venne salvato appena in tempo dai soccorritori. Sfortunatamente, dovettero amputare il suo braccio sinistro dominante sopra al gomito. Con Titania obbligata a coprire le spese mediche, Pardue avrebbe potuto permettersi una delle migliori protesi in circolazione, ma rifiutò. Una scelta che il suo biografo, Jing Fermi, crede sia stata una penitenza auto-imposta per il fallimento nel prevenire la catastrofe. Poco dopo l’incidente, Pardue lasciò la compagnia in sordina. Titania investigò sull’incidente, ma non rese mai pubblici i risultati. La tragedia fu soltanto l’ennesima battuta di arresto nel grande piano di terraformazione di Uriel. L’azienda chiuse i battenti anni dopo, quando giudicò il tentativo di manipolare la temperatura interna un fallimento.

Dopo aver saputo che Pardue aveva lasciato Titania, la sua ex compagna di classe all’università, Pippa Broussard, lo contattò con un’offerta di lavoro. La sua famiglia possedeva una piccola ma rispettabile fabbrica che produceva beni industriali e non vedeva l’ora di poter dire la sua sul marchio infondendolo con nuove idee. Nonostante non fosse mai stato dichiarato responsabile, la reputazione di Pardue era oscurata dall’incidente perciò, senza altre opzioni, accettò il salario non troppo alto offerto dai Broussard. A soli tre mesi dal crollo dei tunnel, Pardue iniziò la sua carriera presso Greycat.

Ambizione in Espansione

Nel 2337, Odis Broussard fondò Greycat Industrial con l’obiettivo di produrre e fornire attrezzature di sicurezza ai minatori che cercavano la fortuna tra le stelle. Il nome della compagnia strizzava l’occhio al nomignolo di Odis, i cui capelli erano inaspettatamente ingrigiti quand’era ancora sulla ventina. A metà del 24° secolo, dalla sua sede su Marte Greycat stava già producendo un buon numero di prodotti apprezzati e convenienti. Era un successo, ma la presenza sul mercato era al minimo.

Quando la figlia di Odis, Pippa, prese il controllo della compagnia nel 2380, la sua ascesa coincise con la creazione delle Nazioni Unite della Terra (UNE) ed il completamento dei progetti di terraformazione nel Sistema Croshaw. Ispirata dallo spirito espansionista, la prima azione di Pippa come CEO fu quella di aprire una seconda fabbrica di produzione su Angeli. Lontano dagli occhi vigili di suo padre, che ancora manteneva il controllo del consiglio di amministrazione, Pippa assunse Pardue per espandere la linea di produzione di Greycat.

Il primo progetto di Pardue fu una linea di armature industriali. Grazie a nuove caratteristiche in fatto di sicurezza ed un avanzato rivestimento in lega che avrebbe potuto essere fondamentale nel salvare i lavoratori dal crollo del tunnel di Uriel, l’armatura industriale ‘Aril’ riscontrò un enorme successo. La semplicità e funzionalità sarebbero diventati gli standard per i prodotti Greycat da lì in poi. Ad oggi, l’armatura Aril è ancora uno dei pezzi di Greycat più venduti, sottoposta a modifiche minime rispetto al concept classico di Pardue.

Ispirata dal successo della Aril, Pippa chiese a Pardue di dirigere il dipartimento di ingegneria di Greycat, ma egli rifiutò educatamente. Pardue rifiutò qualunque tipo di promozione per il resto della sua carriera, evitando tutte le posizioni manageriali per potersi concentrare semplicemente sulla costruzione. Tale scelta assicurò che ognuno dei suoi progetti venisse accuratamente controllato ed implementato da altri. Anche se la sua visione ed il suo stile erano ormai sinonimo di Greycat, nessuno capiva perché continuasse a preferire il tavolo da progettazione rispetto a quello della sala riunioni fino a che, all’inizio del 30° secolo, non venne pubblicata Hidden Design, la sua biografia per mano di Jing Fermi. Il libro divenne un bestseller in poco tempo, ed affiancava l’incredibile carriera professionale di Pardue preso Greycat con la sua tumultuosa vita personale, perseguitata dagli eventi su Uriel fino alla sua morte nel 2458.

Riflessi Rapidi

Nel frattempo, Pippa scoprì che espandere l’influenza e la produzione di Greycat non sarebbe stato facile. La popolarità del Pyro Multi-Tool fin dalla sua messa in commercio aveva sopraffatto la catena di produzione della compagnia, tanto che la maggior parte dei clienti dovette aspettare mesi prima di ricevere il proprio ordine. Questo diede tempo ai concorrenti di progettare e vendere delle imitazioni da quattro soldi. Sono secoli ormai che la battaglia contro imitatori e falsari, in corso ancora oggi, consuma significative risorse aziendali.

Quando i profitti aumentarono all’inizio del 27° secolo, la CEO Liana Broussard implementò un controverso piano di revisione della catena di produzione, nel tentativo di sistemare i problemi che la affliggevano. L’obiettivo era quello di avere una fabbrica funzionante in ogni Sistema dello UEE. Dal momento che costruire e gestire tutti questi nuovi impianti sarebbe stato costoso in termini di tempo e denaro, Liana appaltò i lavori a produttori regionali. Questo si rivelò un errore di calcolo molto costoso. Molti di questi impianti regionali scelsero di ignorare o semplicemente fallirono nel seguire i rigidi standard dettati da Greycat. A peggiorare le cose, alcune di queste inaffidabili terze parti fecero trapelare (o addirittura vendettero) specifiche di alcuni progetti ai contraffattori. Non passò molto prima che le imitazioni fossero praticamente identiche agli originali. Molti di loro arrivarono persino a chiamarsi Greycat Industries, chiaro verso a Greycat Industrial; una distinzione che molti degli acquirenti occasionali non notavano affatto.

Le ricadute di questo clamoroso errore strategico danneggiarono i risultati di bilancio di Greycat e portarono ad una lotta al potere per il controllo della compagnia all’interno della famiglia Broussard. Quando la polvere si posò, Liana divenne la prima ed unica CEO di Greycat ad essere licenziata. Suo fratello Marcel divenne il nuovo amministratore delegato ed intraprese un piano altrettanto ambizioso.

Più Grande e Migliore

Come CEO, Marcel Broussard promulgò un piano su due fronti per fare in modo che Greycat potesse ripagare i debiti. Innanzitutto esercitò pressioni nei confronti dello UEE perché reprimesse i contraffattori. Ma anche con l’eventuale approvazione di una legge che prevedesse pene più severe per i colpevoli, l’intervento del governo non avrebbe potuto fare molto di più. Documenti rinvenuti in seguito rivelerebbero che Marcel avrebbe contattato anche forze di sicurezza privata perché braccassero i contraffattori e li convincessero “con ogni mezzo necessario” a fermare i lavori.

Tuttavia, quella che venne considerata la scommessa più audace di Marcel sarebbe arrivata con l’espansione della linea di produzione di Greycat. Fino all’inizio del 27° secolo, la compagnia aveva prodotto principalmente strumenti portatili, dispositivi di sicurezza ed armature industriali – prodotti che potevano essere copiati facilmente. Per proteggere le vendite dell’azienda, Marcel sostenne che Greycat avrebbe dovuto produrre oggetti di taglia più grande e perciò più difficili da contraffare. Erano in molti ad essere scettici e spaventati dalla proiezione dei costi eppure Marcel, imperterrito, proseguì con il suo piano.

Marcel sapeva che la riuscita del piano dipendeva strettamente dai prodotti, perciò scavò a fondo negli archivi della compagnia e scoprì alcuni vecchi prototipi di Pardue che non vennero mai implementati. Tra questi Marcel mise in produzione il PTV (una buggy), gli enormi bot minerari Cydnus, una serie di laser per l’estrazione mineraria e raggi traenti. Anche se la maggior parte dei loro dispositivi industriali più grandi richiedevano molto tempo per generare profitti, la buggy divenne più popolare del previsto. Pardue aveva inizialmente progettato il veicolo perché fosse in grado di muoversi in tunnel angusti, ma i dipendenti di Greycat scoprirono che i primi modelli di prova erano eccellenti anche per attraversare le enormi fabbriche dove le stesse buggy venivano prodotte. Dopo un paio di piccole modifiche al progetto di Pardue, come la rimozione di un tettuccio protettivo, il veicolo nato a scopo puramente industriale venne trasformato per essere utilizzato anche per scopi più generici, permettendogli così di raggiungere un pubblico più vasto. Da allora è praticamente onnipresente in tutto lo UEE.

La guida controversa ma ispirata di Marcel portò infine Greycat ad essere un nome famoso ed assicurò che la compagnia potesse rimanere forte nei secoli. Al Terra Gazette disse che “Greycat aveva bisogno di reinventarsi per restare sulla cresta dell’onda.” Riuscire a farlo senza perdere la propria identità o alienare i clienti più fedeli è stata un’impresa non da poco. Greycat ci è riuscita perché ha combinato l’attenzione, la dedizione alla qualità e l’audacia di provare qualcosa di nuovo con i design forti ma ben distinti di Ruben Pardue. In altre parole, Greycat è diventata famosa grazie al suo impegno nel fare le giuste scelte aziendali; non solo quelle più facili.

 

Articolo originale disponibile presso Roberts Space Industries.