Questo Portfolio è stato originariamente pubblicato come esclusiva Subscriber il 12 Settembre 2018.

Forse i consumatori che vivono nell’universo non conoscono Gyson Inc. di nome, ma hanno sicuramente avuto a che fare con almeno uno dei loro prodotti. L’azienda e le sue sussidiarie producono qualsiasi cosa, da tappeti a prodotti per la pulizia, passando per uniformi industriali e persino tute da EVA. La vasta gamma coperta dai loro prodotti è impossibile da categorizzare a parte per un’unica caratteristica comune: è estremamente economica.

Gyson afferma di realizzare prodotti semplici ed ottimizzati che possano permettersi tutti.  Le critiche, tuttavia, non sono altrettanto diplomatiche. Sostengono anzi che l’azienda sacrifichi la qualità per mantenere il costo dei prodotti più basso possibile, e che punti intenzionalmente ai consumatori che tengono in considerazione il prezzo. Alcuni test eseguiti da Whitley’s Guide hanno dimostrato che i prodotti di Gyson devono essere sostituiti più frequentemente rispetto a quelli dei concorrenti, e sul lungo termine il costo della sostituzione risulta spesso più oneroso rispetto alle alternative di qualità media. Eppure, molti consumatori considerano i suoi prodotti buoni quanto basta per portare a termine il lavoro con un prezzo a cui è difficile resistere.

Nonostante gli alti e bassi della sua reputazione, Gyson è riuscita a diventare una superpotenza tra i produttori. Tutto grazie alla visione e all’ambizione della fondatrice e CEO Akiko Forsyth, la cui esperienza di vita ha gettato le basi per una delle aziende più controverse mai create nell’ultimo secolo.

Un Nuovo Destino

Akiko Forsyth ammette senza problemi che fondare Gyson non era esattamente ciò che si aspettava accadesse nella sua vita. Nata a Boro nel 2849, la Forsyth crebbe nella sfarzosità e nel lusso. La sua famiglia era un pilastro nel settore manifatturiero in Caliban da cinque secoli, ovvero da quando l’Umanità aveva colonizzato il Sistema. Ricca, ben educata e senza preoccupazioni, la Forsyth divenne una presenza fissa nelle serate dedicate dall’alta società e riuscì ad affermare la sua reputazione nell’organizzare con successo eventi grandiosi e nel tenere l’alcool più di chiunque altro. Era il 2884 quando a Fujin City stava dimostrando entrambe le cose e giunse la notizia che un’enorme flotta Vanduul aveva attaccato Caliban. Nei giorni seguenti gli aggiornamenti arrivarono con il contagocce, ed erano uno peggio dell’altro. Secondo alcuni amici intimi, man mano che le novità si facevano sempre più tragiche la Forsyth, frustrata ed addolorata, fece quello che sapeva fare meglio nella maggior parte delle situazioni ed iniziò a bere. Il mattino seguente, si svegliò solo per scoprire che il Sistema Caliban era caduto. Aveva perso la sua famiglia ed il suo Sistema natale.

La notizia la devastò. Senza una casa ed il supporto della sua famiglia, la Forsyth cadde in una profonda depressione e perse il controllo, bruciando tutta la sua eredità in feste ed alcolici. Alla fine, i suoi amici decisero di intervenire per fermarla prima che fosse troppo tardi. La Forsyth si sentì ferita dal loro apparente tradimento e decise di lasciarsi alle spalle loro e l’intera città.

Inizialmente aveva pensato di continuare il suo stile di vita a bordo della nave di lusso della sua famiglia, ma si ritrovò a non potersi più permettere di pagare neppure le tasse di attracco, figurarsi un equipaggio. Questo obbligò la Forsyth a cambiarlo con un modello meno opulento. Tuttavia, senza lo status garantito dalla sua nave e dalla sua eredità, si ritrovò allontanata dalle scene che una volta le appartenevano. Ritrovatasi da sola, senza un posto dove andare e niente da perdere, decise di visitare Archibald su Yar, un luogo che l’aveva sempre tanto incuriosita ma in cui non aveva mai osato andare. Fu subito amore. La prima visita fu soltanto una delle tante tappe che avrebbe fatto durante l’esplorazione dell’universo.

La Forsyth si è sempre rifiutata di raccontare troppi dettagli su questo periodo della sua vita, ma attribuisce a due esperienze il merito di aver preparato il palco per il secondo atto della sua vita. La prima avvenne quando riuscì a tornare in Caliban.

Non dimenticherò mai quando sono riuscita a tornare a casa,” ammise in seguito. “C’erano soltanto rovine. In quel momento, tra i resti frantumati di tutto quello che mi aveva circondato durante la crescita, ho compreso che non avevo più alcun retaggio su cui sorreggermi. Il mio destino era nelle mie mani.”

La seconda esperienza che le cambiò la vita arrivò poco dopo. Camminando tra i bazaar su Olympus, cominciò a chiedersi come mai molti abitanti locali indossassero elmetti con visiere scheggiate o crepate. Scoprì che la maggior parte dei caschi nuovi, necessari all’esterno dei settori sigillati di Olympus per sopravvivere al rigido ambiente di Ashana, avevano costi proibitivi per la maggior parte dei residenti. La domanda aveva creato un enorme mercato di abiti protettivi di seconda mano ma, trovandosi in un Sistema non reclamato, la mancanza di regolamentazioni aveva portato ad avere articoli la cui integrità non era stata verificata. La Forsyth comprese che molti residenti di Olympus temevano un malfunzionamento del proprio elmetto usato, che avrebbe potuto portare a traumi cerebrali o persino la morte. Di fronte a queste circostanze, la Forsyth vide un’opportunità che le avrebbe potuto giovare, considerato che i suoi fondi erano ormai esauriti. Motivata dalla volontà di rovesciare la sua fortuna, ricordò un elmetto personalizzato che lei ed i suoi amici avevano indossato ad un party in EVA. Era stato creato da uno stilista del settore privato, ed il materiale trasparente di cui era composto le aveva permesso di sopravvivere nello spazio senza nascondere la pettinatura ed il trucco. Nonostante la versione che aveva indossato lei fosse piuttosto costosa, sapeva che la tecnologia per la sua creazione non lo era affatto. Si mise a lavoro con un artigiano locale per produrne una versione economica che potessero permettersi anche i residenti di Olympus. Il risultato fu ‘Ready-Up’, l’oramai famigerato casco morbido composto principalmente da plastica industriale super-resistente. Nonostante l’elmetto fosse riuscito a malapena a rientrare negli standard UEE e sulla Withley’s Guide avesse ricevuto il punteggio più basso possibile, le vendite erano cospicue. La Forsyth aveva pensato, correttamente, che molta gente sarebbe stata disposta ad acquistare un elmetto sì grossolano, ma con la certificazione di sicurezza.

Spronata da questo successo, la Forsyth tornò negli altri settori che aveva visitato e che avrebbero potuto trarre beneficio dalle sue alternative a buon mercato. Nessuno avrebbe potuto prevedere quanto velocemente sarebbe cresciuta Gyson Inc.

Sakura Slum

Finalmente in controllo della sua vita e del suo destino, la Forsyth investì i profitti del Ready-Up in quello che oggi è l’impero Gyson Inc. Scoprì che le abilità imparate socializzando agli eventi potevano essere sfruttate anche per gestire una sala del consiglio e soprattutto di essere motivata e concentrata come mai prima d’allora. Gli amici a lei più vicini sostengono che la sua determinazione implacabile nel far crescere un’azienda attraverso settori multipli era guidata da un bisogno di assicurarsi che la sua nuova eredità non potesse essere eliminata ancora una volta da un nuovo evento cataclismico.

I primi prodotti diversificati di Gyson uscirono dal dipartimento interno di ingegneria, a cui la Forsyh aveva dato il compito di “reinventare prodotti essenziali il più convenienti possibile”. Venne creata la divisione spaziale, casalinga ed industriale, con lo scopo di creare prodotti specifici per ogni settore. Nel frattempo, la Forsyth si stabilì con la sede centrale ed il principale snodo di produzione a Tram, soprattutto per la bassa aliquota fiscale di Asura, gli immobili a basso costo e la quantità di operai qualificati alla disperata ricerca di un lavoro. Non c’era soltanto la sua forza lavoro lì, c’era anche il suo mercato principale. I prodotti che riscontravano una certa popolarità tra i suoi dipendenti spesso avevano successo anche nel resto dell’Impero tra le persone con ‘disponibilità fiscali limitate’. Nel giro di un decennio, Gyson Inc. stava producendo di tutto, da posate per gravità-zero a surimi di pollo.

Con questa ascesa meteorica arrivarono ovviamente anche complicazioni e polemiche. L’azienda ignorava o rispondeva in modo poco cortese alle lamentele riguardanti la qualità del prodotto. Tutto questo raggiunse il picco nel 2907, quando Gyson si ritrovò in acque pericolose per via di una causa legale riguardo alcune tute. Nonostante fossero state classificate come sicure per le operazioni di recupero scarti, i querelanti affermavano che dopo l’esposizione a comuni sostanze chimiche o detergenti astringenti l’attrezzatura si era deteriorata velocemente. L’azienda sembrava pronta a discutere sulla definizione di ‘normale usura’ fino a che su spectrum giunsero immagini che dimostravano gravi ustioni chimiche e altre lesioni subite dai querelanti. Le proteste pubbliche danneggiarono l’azienda quanto basta da indurla a risolvere in rapidità i reclami, seppure senza ammissioni di colpa. Dopodiché, invece di modificare le tute, vi aggiunsero una piccola etichetta scritta in legalese dove era descritto come le tute fossero create per il singolo utilizzo, indennizzandosi così per eventuali problemi dovuti ad un uso ripetuto. Durante tutte le lotte legali di Gyson, la Forsyth era sempre rimasta dalla parte dei suoi prodotti.

Forse non durano per sempre, ma almeno la gente può permetterseli.”

Nel 2914 l’azienda venne colpita da un secondo grosso scandalo quando una fuga di dati rivelò che un eminente dirigente si riferiva alla compagnia come ‘Sakura Slum’ (ndt.bassifondi, catapecchia), non come insulto ma come obiettivo. Proprio come Sakura Sun era riuscita ad integrarsi verticalmente nella vita di tutte le persone di classe media, così questo dirigente voleva che Gyson Inc. riuscisse ad integrarsi nella vita di tutti gli individui con reddito basso o quasi nullo. Lo scandalo che ne seguì obbligò la Forsyth a rigettare pubblicamente il termine e licenziare il dirigente. Ma non fu sufficiente; le vendite crollarono e la compagnia si ritrovò sull’orlo della rovina. Alla fine, fu l’abilità sociale della Forsyth a riportarla indietro.

Avendo vissuto gran parte della sua giovinezza con i ricchi e i famosi, la Forsyth sapeva quanto mutevole può essere la fedeltà ad un marchio. Anche se ‘Gyson’ aveva un valore sentimentale per la Forsyth, essendo il nome dell’ex proprietà di famiglia su Boro, sapeva anche che ai consumatori non interessava poi molto del nome. Quello a cui davano importanza era il costo. Perciò, anche se la gente non avesse più comprato Gyson, lei gli avrebbe offerto i marchi che avrebbero acquistato.

Sfruttò quasi tutto il capitale rimanente dell’azienda, acquisì diversi brand commerciali per il loro nome, mantenendo la confezione ma sostituendo i prodotti con versioni realizzate da Gyson. Fare affari passando per queste sussidiarie si dimostrò redditizio e fornì all’azienda un modo per distribuire prodotti di bassa qualità senza ledere ulteriormente al proprio marchio. Entro il 2932, più di metà dei prodotti fabbricati da Gyson non portavano più il suo nome.

Ad oggi, Gyson Inc. resta uno dei produttori di beni “ultra-convenienti” più importanti dello UEE. Attraverso una gestione intelligente e costante, la Forsyth ha raggiunto il suo obiettivo, radicando i prodotti della sua azienda nelle vite di innumerevoli persone sparse nello UEE e cementando una nuova eredità per la sua famiglia.

 

Articolo originale disponibile presso Roberts Space Industries.