Intro

Il Reverse the Verse è lo streaming settimanale di Star Citizen dedicato agli aggiornamenti sullo sviluppo.
In ogni puntata Jared Huckaby, in arte Disco Lando, ripercorre gli ultimi avvenimenti riguardanti il progetto ed intervista alcuni degli sviluppatori CIG, ponendo loro le domande provenienti sia da Spectrum che dalla chat live.

Gli ospiti di oggi sono Paul Jones, John Crewe e Corentin Billemont, che parleranno della nuova nave medica RSI Apollo e del gameplay ad essa associato.
Paul Jones è il Direttore Artistico degli studi di Foundry 42 UK e si occupa principale delle bozze concettuali di armi, velivoli ed oggetti del gioco.
John Crewe è il Direttore della Produzione delle Navi di Foundry 42 UK e gestisce tutte le fasi di sviluppo dei veicoli del gioco.
Corentin Billemont è un Designer dei Sistemi di Foundry 42 UK e collabora con John alla realizzazione dei sistemi di bordo dei vascelli associati alle varie funzionalità di gameplay. Nella fattispecie, lui è anche il designer della RSI Apollo.

Qui potrete trovare la trascrizione della puntata della Forma delle Navi che ha preceduto il Q&A con gli sviluppatori.

 

RSI Apollo, Cutlass Red e Gameplay Medico

Perché avete deciso di assegnare la Apollo al produttore RSI, invece che, ad esempio, alla Aegis? L’ultima nave RSI risale ad Ottobre 2016.

Il problema, con la Apollo, era trovare una casa che avesse le caratteristiche adatte.
Aegis ed Anvil sono troppo militaristiche per realizzare un mezzo medico, la Drake ha già la Cutlass Red, mentre la MISC ha la Endeavor. Per cui si è scelto di usare le RSI, che possiedono anche delle metriche e forme adeguate per gli scopi della nave.

 

Dal momento che la RSI non possiede tantissime navi, da dove avete iniziato lo sviluppo della Apollo? Cosa avete usato come riferimento per il suo design?

Principalmente la Constellation.
Sarebbe stato possibile usare anche la Polaris, se non fosse che è molto più grande della Apollo. La Connie, invece, appartiene alla stessa categoria di dimensioni, per cui è stato abbastanza semplice riprenderne le forme e trasformarle per adattarle alle nuove necessità e funzionalità di questo vascello. Alcune soluzioni di design sono nate da sole proprio in questo modo. In altri casi, invece, sono stati ripresi gli elementi tipici della Constellation, così da ottenere una continuità delle forme tra le navi RSI.

 

Quali sono le caratteristiche tipiche di una nave di medie dimensioni e perché avete scelto di far rientrare la Apollo in questa categoria, piuttosto che in quella dei vascelli piccoli?

Le dimensioni delle navi vengono stabilite in base alla loro lunghezza. Una nave media solitamente ha una lunghezza compresa tra i 25 ed i 50 metri.
Nel caso della Apollo, si è scelto di farla ricadere in questa classe perché era quella che meglio si adattava alle sue necessità. Non poteva essere un vascello piccolo, perché altrimenti non sarebbe stato possibile accomodare al suo interno il numero di pazienti voluto e le strutture desiderate. Ma non poteva neppure essere grande, in quanto altrimenti sarebbe stato necessario dotarla di ulteriori spazi per le torrette, i componenti di bordo ed i membri dell’equipaggio necessari ad operare il tutto. Sarebbe diventata un bersaglio troppo facile e le armi aggiuntive le avrebbero fatto in parte perdere la sua indole medica. Per cui la categoria media era quella ottimale per lei, anche se lo spazio interno potrebbe risultare un poco ridotto. Avrà all’incirca le stesse dimensioni della Cutlass, contando anche i suoi motori, ma la superficie calpestabile sarà di gran lunga maggiore.

 

Cosa potete dirci delle specifiche della Apollo? Cose come corazzatura, armi, ecc.?

Come detto prima, sarà poco più lunga di una Cutlass.
Sarà lunga 43 metri, larga 30 ed alta 10, con una capacità cargo complessiva di 28 SCU, divisi tra due stanze. Avrà due ingressi separati: una piccola piattaforma ad ascensore situata nella parte anteriore della nave, che sarà riservata all’equipaggio, ed una grossa rampa posteriore, che potrà anche fungere da collare di attracco.
Per quanto riguarda la velocità, sarà grosso modo simile a quella della Freelancer, con punte di 225 m/s in modalità SCM. La variante Medivac invece potrà raggiungere solo i 195 m/s, a causa della corazzatura aggiuntiva che la renderà anche meno manovrabile.
Dal punto di vista dei componenti, la Apollo sarà dotata di una sola torretta di dimensioni 2, equipaggiata con due cannoni laser S2 nel modello base e due cannoni gatling S2 nella Medivac, che in più avrà anche due rastrelliere missilistiche doppie S3.
Entrambi i mezzi monteranno un radar grande, che sarà necessario per le operazioni di soccorso, ed avranno 2 bagni e 2 lettini eiettabili per l’equipaggio, simili a quelli della Constellation.
La variante base disporrà di una corazzatura media, mentre la Medivac ne avrà una pesante.
Infine, i lettini medici saranno modulari, per cui sarà possibile scambiarli e sostituirli, a seconda della tipologia di operazioni che si intenderà effettuare.

 

Come è stato il processo di progettazione di questa nave? Quanto è stato difficile?

È stato relativamente semplice, soprattutto se confrontato con quello di altri mezzi realizzati in passato. Non è stato esente da problemi e da un paio di sorprese, ma non ci sono state grosse difficoltà. Le principali preoccupazioni riguardavano le forme, che inizialmente non ricordavano molto lo stile RSI, ed il nome. Quest’ultimo è stato cambiato dozzine di volte. La stessa denominazione della variante Medivac è stata decisa solo poco prima della pubblicazione dell’articolo relativo alla vendita preliminare.

 

Com’è strutturata internamente la Apollo? Cosa ci potete dire del ponte di comando?

Sostanzialmente è un ponte in stile Constellation, arricchito da qualche elemento ripreso dalla Polaris.
La sua disposizione ricorda un po’ entrambe le navi, come peraltro rimarcato dai lettini eiettabili, che sono gli stessi presenti a bordo della Connie. Ci sono state un po’ di discussioni ed iterazioni per quanto riguarda la visibilità: sono stati aggiunti e rimossi un paio di montanti, ma nulla di più.
L’ultimo modello realizzato è leggermente differente dallo schema mostrato durante la Forma delle Navi. È più lungo, in quanto inizialmente non era possibile far entrare nel vascello tutti i componenti desiderati. Inoltre, il ponte di comando è stato un poco modificato per sistemare degli aspetti che erano stati lasciati in sospeso.

 

Cosa potete dirci della baia medica e della sua modularità?

La Apollo dispone di due baie mediche speculari, situate sui due lati della nave.
La versione disponibile in vendita, sia il modello base che la variante, monta baie mediche dotate di 3 lettini di tier 3, ovvero capaci di curare soltanto ferite minori. La loro natura modulare permetterà di sostituire questi ambienti con altri di livello superiore, che quindi permetteranno di trattare ferite sempre più gravi. Le strutture tier 2 saranno in grado di sanare danni gravi, come emorragie multiple o arti incapacitati, ma ospiteranno due lettini l’una. La baia tier 3 potrà invece ripristinare le condizioni di personaggi prossimi alla morte, ma disporrà di un solo lettino.
Starà al giocatore decidere come gestire ed organizzare questi spazi.

 

In passato i componenti modulari di navi come la Endeavor sono stati forniti a parte. Come funzionerà in questo caso? Le altre baie mediche verranno fornite di serie con l’Apollo?

Al momento la nave comprende soltanto le baie mediche di tier 3. Non è noto se le altre versioni verranno fornite insieme al vascello, oppure andranno comprate a parte. Anche perché non si sa neppure quale sarà la loro importanza e peso nel gioco.

 

Come funziona il gameplay medico della 3.2 e come è destinato a cambiare in futuro?

Attualmente il meccanismo medico è molto semplice: i giocatori subiscono danni che possono causare emorragie, da cui possono guarire semplicemente usando una med-pen.
Tuttavia, in futuro non sarà più così: le ferite avranno conseguenze differenti a seconda del punto danneggiato, con effetti anche duraturi, qualora il giocatore non si curi immediatamente. Ma i trattamenti varieranno a seconda della gravità della ferita, per cui bisognerà avere a disposizione gli strumenti e/o le strutture adatte.

Tutto questo è descritto in due articoli: “Morte di un Astronauta”, che è il post di design originale pubblicato nel 2013, ad oggi ancora estremamente attuale, e l’articolo del Cantiere Navale dedicato al gameplay medico, che invece chiarisce ed aggiunge qualche nuova nozione.
È consigliata la lettura di entrambi, che potete trovare qui (Morte di un Astronauta) e qui (Shipyard: Gameplay Medico).

 

Cosa potete dirci delle ferite di tier 2? In cosa consisteranno?

Le ferite di tier 2 comprenderanno emorragie multiple ed arti incapacitati, che saranno rappresentati sul vostro hud come zone nere. Al momento essi non hanno grandi conseguenze in termini di gameplay e possono essere curati semplicemente usando una med-pen, ma in futuro non sarà così.
Un arto incapacitato vi impedirà di compiere certe azioni ad esso collegate, come correre, saltare o impugnare un’arma. Non sarà possibile trattarlo con una med-pen, ma richiederà degli strumenti appositi.

Per quanto riguarda invece le ferite di tier 1, esse comprendono tutte le ferite letali e le condizioni mortali. In altri termini, il vostro personaggio sarà sul punto di morire. E qualora ciò succedesse, respawnerete presso il punto medico più vicino, ma porterete con voi i segni e gli effetti di quelle ferite. Per cui se continuerete a morire, queste si accumuleranno fino a quando il vostro avatar non morirà definitivamente.

Le ferite tier 3 invece comprenderanno i danni minori, che potranno essere alleviati anche grazie ad una med-pen.

 

La Apollo ha una livrea rossa. Non sono molte le navi di Star Citizen dotate di una colorazione così accesa. Come siete giunti a questo risultato?

Sono state effettuate svariate prove di colore, usando sia i classici toni argentati e neri, sia diverse varietà di rosso, per poi combinare il tutto insieme. Le palette sono state in parte ispirate dai colori usati per le ambulanze ed i servizi di emergenza di tutto il mondo, ma alla fine la versione più interessante è risultata essere quella attuale, che presenta una grossa predominanza di rosso.
Sembrava essere una scelta naturale, dato che permetterà di distinguere il vascello in giro per l’universo, in particolar modo sui campi di battaglia, un po’ come i soccorritori di primo intervento per le valanghe. Tuttavia, essa presenta anche parecchi dettagli che possono sfuggire ad una prima occhiata, come le superfici satinate.

 

Tra le funzionalità della nave ci sono dei droni barella per il trasporto dei feriti. Come funzioneranno?

Le Apollo vengono fornite di serie con due droni per la raccolta ed il trasporto dei feriti.
Essi funzionano come qualsiasi altro drone, per cui potranno essere controllati da remoto, oppure potranno lavorare in maniera autonoma. Il loro scopo consiste essenzialmente nello scendere sul campo di battaglia, raccogliere un sopravvissuto e posizionarlo al sicuro all’interno di uno spazio pressurizzato e protetto, per poi riportarlo alla nave. Questi droni potranno accedere alla baia medica passando dalla parte inferiore del vascello, per poi trasbordare il paziente direttamente sul lettino operatorio, che si aprirà per accoglierlo e successivamente inizierà il trattamento più adeguato.

In alternativa, i droni potranno essere utilizzati manualmente come delle semplici barelle fluttuanti nei casi in cui sarà necessario l’intervento o la presenza di un medico. Oppure per spostare un paziente dalla nave ad un ospedale vero e proprio, qualora le apparecchiature a disposizione non saranno in grado di erogare il trattamento necessario. Proprio per questo motivo, la Apollo dispone anche di una grossa rampa posteriore che faciliterà questo tipo di operazioni.

Non sarà possibile usare i droni per altri scopi, ad eccezione di quelli medici.

 

In quali navi sarà in grado di entrare la Apollo, così da poter essere trasportata in maniera sicura?

Va premesso che, fintanto che le varie navi non saranno state completate, non sarà mai possibile dire con certezza chi entrerà dentro chi, soprattutto visto che i velivoli potrebbero subire delle modifiche in corso d’opera.

Detto questo, la Polaris sicuramente non sarà in grado di ospitare una Apollo, visto che non era in grado di contenere neppure il vecchio modello della Cutlass, che è più piccolo di quello attualmente disponibile in gioco.
Nell’articolo di presentazione della Endeavor vi era scritto che il modulo d’attracco sarebbe stato in grado di alloggiare due Cutlass. Dal momento che questa piattaforma non è stata ancora sviluppata e da allora la Cutlass è notevolmente cambiata, forse in futuro la Endeavor potrebbe ospitarne una sola. Ma sicuramente sarà in grado di alloggiare una Apollo.
Su navi come la Idris o la Bengal ancora non sono state effettuate misurazioni, per cui non si può dire con certezza se una Apollo sarà in grado di atterrare o meno al loro interno. Il problema principale di questo vascello risiede nel fatto che è molto largo ed alto, più di molti altri velivoli appartenenti alla sua stessa categoria di dimensioni, per cui potrebbe non avere lo spazio sufficiente per manovrare sul ponte di volo di una nave ammiraglia.

Ma ad ogni modo, la Apollo dispone anche di un collare di attracco, per cui non avrà problemi ad interagire con altri mezzi.

 

Prima dell’arrivo della Apollo, la Cutlass Red era l’unico vero mezzo medico presente in gioco. In cosa si differenziano i due vascelli?

Al momento è difficile parlare nello specifico di quello che la Cutlass Red sarà in grado di fare, principalmente perché dovrà essere modificata e riadattata sulla base del modello attuale della Cutlass Black.
Tuttavia è certo che avrà un unico lettino medico, per cui sarà in grado di trattare soltanto un paziente alla volta. Lo scopo della Cutlass Red sarà di essere una sorta di ambulanza da combattimento: un velivolo da estrazione pensato per recuperare velocemente un ferito ed aprirsi la strada del ritorno a cannonate. Difatti anche se non godrà dell’arsenale presente a bordo della Cutlass Black, sarà molto più armata e veloce della Apollo.
Quest’ultima, invece, fungerà da clinica mobile ed avrà una capacità di trattamento medico ben più elevata della Cutlass Red.

Di conseguenza, i due mezzi avranno ambiti di utilizzo e caratteristiche sostanzialmente differenti, ma complementari.
La Cutlass Red rappresenterà la nave iniziale per la professione medica, mentre la Apollo costituirà il vascello intermedio e la Endeavor, con il suo modulo ospedaliero, sarà l’endgame di questa carriera.

Infine, la Cutlass Red dovrebbe entrare in produzione a breve.
Il suo sviluppo è stato ritardato per permettere di definire meglio vari aspetti del gameplay medico, ma adesso che questi punti sono stati risolti, gli sviluppatori potranno iniziare a metterci mano senza troppi problemi.

 

La Endeavor gode di una funzionalità di respawn che permetterà ai giocatori morti nelle vicinanze di risvegliarsi al suo interno. Sarà così anche per la Apollo?

Questo aspetto non è stato ancora finalizzato.
La Endeavor avrà sicuramente questo vantaggio, mentre è improbabile che sia così anche per la Cutlass Red. Nel caso della Apollo, invece, dipenderà probabilmente dal tipo di equipaggiamento presente a bordo. Forse le baie mediche di livello maggiore potrebbero permettere una cosa del genere, ma non c’è ancora nulla di certo a riguardo.

 

Per lo sviluppo degli interni della Apollo avete riutilizzato le risorse realizzate per la Polaris e per la Constellation, oppure ne avete create di nuove, espandendo così la libreria dei materiali RSI?

È stata adottata una strategia intermedia.
Per la Apollo sono stati riutilizzati molti dei motivi e degli elementi implementati nella Polaris e nella Constellation. Tuttavia, al contempo ne sono stati sviluppati anche di nuovi, specialmente per quanto riguarda l’area medica, che necessitava di materiali estremamente puliti.
Per cui gli interni presenteranno tante soluzioni familiari, pur espandendo la guida degli stili RSI.

 

Cosa avete contro i montanti?

Durante lo sviluppo del ponte di comando, furono sollevate delle osservazioni riguardanti la visibilità del pilota. C’erano dei montanti che erano stati mutuati da altri mezzi RSI per rinforzare l’impressione di trovarsi su una nave realizzata da questo produttore. Tuttavia, questi avrebbero potenzialmente potuto complicare le operazioni di ricerca di corpi o feriti, per cui sono stati rimossi.

 

La Apollo possiede dei propulsori VTOL? Oppure sfrutta un sistema di propulsori a ventola, tipo quelli della Constellation?

La Apollo monta dei propulsori VTOL.
Inizialmente erano stati fatti degli studi per installare dei propulsori a ventola, ma alla fine si è preferito usare gli altri per questioni di design e di estetica.

 

Quante persone serviranno per operare una Apollo? A quanto ammonterà l’equipaggio massimo trasportabile?

Due persone. È la risposta ad entrambe le domande.

 

Una Cutlass Red sarà in grado di attraccare ad una Apollo?

Non si sa. La Cutlass Black non possiede più il collare di attracco, ma non è detto che sarà così anche per la  variante Red.

 

Sarà possibile usare la Apollo per il trasporto cargo?

Si.

 

In cosa si differenziano le due varianti della Apollo, oltre all’estetica?

La variante Medivac è più corazzata, lenta e meno manovrabile del modello base. Inoltre, possiede due rastrelliere missilistiche di dimensione 3, ciascuna dotata di due missili.

 

La Apollo avrà luci lampeggianti rosse, come le ambulanze?

Questa funzionalità non è presente nella bozza preliminare, ma potrebbe essere implementata in futuro.

 

Quanto tempo richiederà il trattamento di un giocatore nel lettino operatorio?

È ancora troppo presto per dirlo, ma dipenderà anche dal tipo di ferite subite.

 

Sarà possibile far entrare un altro veicolo all’interno della Apollo?

Tecnicamente sarà possibile far entrare una moto al suo interno, ma non sarà una scelta saggia.

 

Quanto sarà veloce la nave in modalità quantistica?

Più o meno avrà la stessa velocità di una Freelancer o di una Vanguard.

 

I droni saranno automatizzati o richiederanno il controllo remoto di un giocatore?

Probabilmente i giocatori dovranno controllare i droni durante le operazioni di raccolta dei feriti, ma questi avranno anche delle funzionalità semi-automatiche che permetteranno loro di ricercare da soli i personaggi da curare.

 

I droni saranno in grado di rapire le persone contro la loro volontà?

Con ogni probabilità no, perché per raccogliere qualcuno questo dovrà rimanere immobile per tutta la durata dell’operazione. Però i giocatori potrebbero sempre far svenire qualcuno, soltanto per poi recuperarlo e fargli pagare la tariffa delle cure. È una possibilità di cui si terrà conto durante lo sviluppo di queste meccaniche.

 

Articolo originale disponibile presso le Roberts Space Industries.