
Vi proponiamo un breve articolo con le nostre impressioni sul CitizenCon. Ci è piaciuto? Ni.
Quali sono le nostre impressioni sul CitizenCon? Noi della redazione di Star Citizen Italia, prima che scrittori, siamo, come molti di voi, giocatori. Il Gamescom di Agosto è stato un evento grandissimo, lo può ben testimoniare il nostro Paolo che si è trovato proprio lì a Colonia e da allora ha ancora i peli drizzati per l’emozione. La presentazione della 3.0 ha avuto un impatto fortissimo sulle nostre scimmie che all’entrata in orbita di Nyx hanno cominciato a saltellare su e giù; ma, al contrario di quanto si possa pensare, sono intelligenti e sapevano benissimo che quello del Gamescom non era affatto l’evento più importante dell’anno. A discapito comunque di qualsiasi dubbio, quello di Colonia è terminato con un bel “se siete rimasti impressionati da questa sera…-immaginate cosa vedrete al CitizenCon”. È il CitizenCon l’evento dell’anno, il più importante da quando la campagna è cominciata, durante il quale si celebra proprio la data di inizio. È un giorno importantissimo, sia per la ricorrenza, che per i contenuti che la CIG ha mostrato in occasione di questo evento. Ricordate lo scorso a Manchester? La 2.0? Beh, seppur piena di problemi, la versione 2.0 ha rappresentato la svolta nei progressi del gioco e quindi era logico aspettarsi dalle parole di Chris (“immaginate cosa sarà il CitizenCon”) l’annuncio della prossima fase. Cosa volevamo vedere? In realtà non più di quello che era già stato annunciato proprio da Chris in una intervista a Gamersnexus nemmeno due settimane fa: una missione di Squadron42 che avesse come sfondo la generazione procedurale dei pianeti in versione 2. L’attesa per Squadron42 era enorme. Tutta la comunità voleva vedere la missione. Noi, come molti, come tanti nostri lettori, siamo rimasti svegli fino alla fine (tre di notte) nella speranza di poter assaggiare un primo, vero, sostanzioso boccone del single player. Purtroppo ci dispiace dire che la mancanza di quella scena ci ha lasciati nello sconforto; panico e delusione ci hanno investiti all’alba di un giorno triste. Digerire questa mancanza è stata dura, soprattutto perché poi si cominciano a fare i conti: 3×3, 2×2, radice di theta-pigreco fratto arcotangente di omega… e il risultato di queste operazioni ci lascia immaginare che vi siano evidenti problemi nello sviluppo. Già al Gamescom non si era detta ‘A’ riguardo SQ42, ‘ma tanto’, allora, ‘lo presenteranno al CitizenCon’ era stato il pensiero comune. E invece no, il nulla, il silenzio, il panico e la delusione.
Steve Burke, di Gamersnexus, è tornato da Chris Roberts per chiedere spiegazioni. L’intervista dura poco ma una delle domande è proprio “Perché cavolo, maledizione-arcidindirindina-miseria non avete mostrato quella demo?” e la risposta è stata, in stile Roberts: “perché il livello raggiunto non ci soddisfaceva”.

Allora veniamo alle nostre considerazioni riguardo quel “poco” che hanno mostrato e partiamo subito col dire che lo Spectrum è qualcosa di cui il gioco ha veramente bisogno. Una interfaccia pulita, leggera, bella da vedere e funzionale che sarà in grado di gestire le Org al meglio e conciliare gioco, chat, chat vocale in/out, forum, launcher in un’unica piattaforma. Ci piace. Figata. Lodi. Lo volevamo così.

Sbalorditivo il livello di dettaglio raggiunto per quel che riguarda la generazione procedurale. Sia Chris che Sean Tracy, sempre a Gamersnexus, avevano parlato proprio di questa tecnologia e, chi ha letto quelle interviste sapeva già tutto. E’ stato uno spoiler al 100%. Ci immaginavamo qualcosa di estremamente dettagliato ed estremamente figo e così è stato. Anche il personaggio rispettava quanto dichiarato riguardo la tecnologia dei personaggi, ma non ne hanno parlato durante la diretta, o meglio, non ne hanno dato il giusto peso. In realtà hanno omesso parecchi dettagli che noi abbiamo comunque catturato durante la diretta. L’idea è che questa demo, seppur stupefacente sotto il punto di vista grafico e per le tecnologie avanzate sulla proceduralità, sia stata basata su una storia architettata all’ultimo secondo, confusa, costruita su una build non adatta e preparata all’ultimo minuto. Era palese che si è trattato di un “Piano B”. Siamo lontani eoni dalla sicurezza e spavalderia mostrata al Gamescom. Probabilmente non se lo aspettavano, e nemmeno noi. Ciò ci fa pensare che effettivamente siano sorti dei problemi grossi e ci piace credere, e speriamo vivamente, che nei prossimi LiveStream possano ribaltare la situazione. Insomma, inutile nascondere che questo CitizenCon non ci sia piaciuto. Anche i tempi e la gestione dell’evento in sé sono stati carenti. Non solo hanno tagliato fuori una grossa fetta dell’utenza Europea, ma anche quella Americana, proponendo un orario assurdo e illogico. Non ci ricorderemo del Con come l’evento dell’anno 2016, però siamo sicuri che i lavori proseguiranno a gonfie vele. I ragazzi che curano questo progetto sono fantastici, Paolo ha conosciuto alcuni di questi di persona e può confermare la loro determinazione. A tal proposito, tra non molto pubblicheremo una intervista esclusiva a Francesco Roccucci, programmatore italiano che lavora negli studi di Francoforte e che avrete sicuramente già avuto modo di conoscere recentemente in qualche stream settimanale.
Redazione a cura di Donniebrasco92