ROBERTS SPACE INDUSTRIES

  • Nel 21° secolo RSI divenne il primo produttore di astronavi a buon prezzo capaci di effettuare il viaggio quantistico.
    • Grazie alla sua linea di velivoli inaugurata dalla storica Zeus, le Robert Space Industries diedero il via ad una nuova epoca della storia dell’Umanità, permettendole di espandersi in nuovi sistemi solari e di colonizzare nuovi mondi.
    • La stessa RSI aiutò a sviluppare anche la tecnologia della terraformazione.
  • Questo produttore annovera una linea di mezzi tra le più varie del ‘Verse: dall’ubiquitaria Aurora fino alla gigantesca portaerei militare Bengal, passando anche dai mezzi di terra, come il Rover Ursa.

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LA FORMA DELLE NAVI: CONSTELLATION PHOENIX

  • La Phoenix è la variante di lusso della Constellation.
    • Possiede delle rifiniture del tutto assenti nelle altre varianti, oltre che ambienti pensati per la vita di ogni giorno, come ad esempio un bar, un lucernario, letti aggiuntivi e così via.
    • Di contro, l’Andromeda è più adatta al combattimento, mentre l’Aquila è la variante da esplorazione, grazie alla Rover Ursa fornito di serie.
  • Nel tempo la Constellation ha subito svariate modifiche e rework, necessari per allinearla con gli attuali standard di gameplay ed artistici del gioco. Queste revisioni andranno apportate anche alle sue varianti.
    • Solitamente la realizzazione di una variante non richiede tantissimo lavoro, in quanto comporta soltanto di giocare con alcuni elementi specifici del modello.
    • Non è però questo il caso della Phoenix, che è dotata di una serie di caratteristiche ed equipaggiamenti del tutto assenti negli altri vascelli della linea RSI.
    • Innanzitutto, le navi Roberts Space Industries sono caratterizzate da un design utilitario, pensato per assecondare il ruolo e le funzionalità del velivolo. La Phoenix, invece, è una nave di lusso, per cui usa un linguaggio di forme e stili sostanzialmente differente.

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  • Quando si torna a rimettere le mani su vascelli vecchi o in parte già sviluppati, bisogna prendere in considerazione tante cose, come ad esempio il dislivello esistente tra le tecnologie precedentemente utilizzate e quelle nuove, che spesso richiede di rilavorare buona parte di una nave.
    • Ad esempio, nel tempo la procedura di creazione degli stati di danneggiamento è cambiata drasticamente. Inizialmente dovevano realizzare ciascun dettaglio a mano, cosa che andava fatta per ogni singolo pezzo di ciascuno dei quattro stati di danneggiamento dei velivoli.
    • Attualmente, invece, hanno una tecnologia dei danni che permette di creare questi elementi in maniera semi-procedurale, risparmiando un enorme quantitativo di tempo e risorse umane.
  • La zona cargo della Phoenix è stata drasticamente modificata sia rispetto al modello vecchio, che rispetto a quello tipico di una Constellation.
    • Hanno aggiunto un pavimento per riempire il vuoto dovuto alla pedana mobile ed hanno inserito delle finestre sui lati del locale, rimuovendone le camere di equilibratura.
    • La sezione è stata leggermente allungata, allargata ed alzata, così da realizzare una specie di open space in cui sono stati inseriti tavoli e sedie.

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  • La testa, la coda e la sezione abitativa sono rimaste grosso modo invariate, anche se hanno in programma di cambiarne le texture ed i materiali per conferire loro un aspetto differente.
    • Tutti questi elementi sono stati realizzati sfruttando l’approccio modulare con cui è stato sviluppato il nuovo modello di Constellation, cosa che ha permesso di semplificare i lavori.
    • Ciò nonostante, riadattare il modello della nave ha richiesto tantissimo tempo, principalmente perché il corpo centrale, quello che in precedenza conteneva la zona cargo, ha subito profonde modifiche per fare spazio agli elementi di lusso.
    • Fortunatamente, quando iniziarono ad occuparsi di questi compiti il Sistema Oggetti 2.0 era stato appena implementato, per cui tutte le funzionalità del vascello sono state create utilizzando direttamente questo sistema.
  • La vasca idromassaggio inizialmente inclusa nella Phoenix è stata per lungo tempo un argomento di intenso dibattito nella comunità.
    • Alcuni l’amavano, altri la odiavano, altri ancora avrebbero voluto vedere un design diverso.
    • Inizialmente, la vasca idromassaggio era situata su un piano rialzato nella ex-zona cargo delle Constellation. Dopo aver discusso con la comunità, hanno deciso di renderla retraibile nel pavimento, così che potesse scomparire quando non necessaria.

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  • Anche i materiali della Phoenix sono stati decisi di comune accordo con la comunità, usando come riferimento i materiali più costosi o rari della terra, come il legno di qualche albero in via di estinzione.
  • Il design della nave è stato modificato per ottimizzarne gli spazi, così da fornire l’impressione che essi siano ampi e comodi.
    • Per la creazione dei design degli interni hanno preso spunto dalle soluzioni usate in alcuni mezzi di trasporto di lusso, discoteche e locali.
  • La Phoenix è nella fase di revisione finale del whitebox.

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LA FORMA DELLE NAVI: ORION

  • La Orion è la nave mineraria per eccellenza ed è destinata ad essere il vascello più grande costruito appositamente per questo scopo.
    • Il suo meccanismo di funzionamento consiste nel ridurre in pezzi gli asteroidi in cui si ritiene siano presenti risorse preziose, per poi attirarle verso l’interno della nave tramite un raggio traente.
    • Una volta entrati all’interno del vascello, i minerali vengono avviati all’impianto di raffinazione e successivamente arrivano nei grossi serbatoi di trasporto situati nel retro del velivolo.
    • Grazie alle sue dimensioni, la Orion è in grado di scavare e “mangiare” grosse porzioni di campi di asteroidi, ma è estremamente difficile da manovrare.
    • Per questo motivo, i raggi traenti sono situati su dei bracci che le permettono di attirare anche oggetti situati lateralmente rispetto all’asse della nave, piuttosto che doversi ogni volta riallineare ad essi.
    • Una volta che gli asteroidi saranno stati portati davanti alla prua del vascello, le lame di cui è dotato li faranno in mille pezzi e li avvieranno verso l’impianto di raffinazione interno.
    • Sul retro del velivolo sono situati dodici box cargo ruotanti che potranno essere utilizzati per immagazzinare i vari materiali estratti, dividendoli per tipologia.
    • Una volta che uno di questi container sarà stato riempito, esso potrà essere sganciato e trasportato via da una nave cargo situata nelle vicinanze.

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  • A causa del suo meccanismo di funzionamento, l’intera lunghezza della Orion è attraversata da un tunnel per il passaggio dei minerali da raffinare.
    • Gli interni della nave sono stati sviluppati tutt’attorno a questo elemento, per cui le stanze non hanno le classifiche forme cubiche o rettangolari, bensì dispongono di pareti inclinate, che seguono l’andamento dei lati di un esagono immaginario, al cui centro è situato il tunnel appena menzionato.
  • Durante lo sviluppo del vascello, si sono accorti che il progetto iniziale usava delle metriche errate ed era troppo piccolo per permettere l’implementazione degli alloggi dell’equipaggio, i quartieri abitabili e tutte le funzionalità previste per la Orion.
    • Di conseguenza, sono stati costretti ad aumentare le dimensioni della nave, cosa che però non è dispiaciuta loro, perché adesso il velivolo ha una scala più adatta a quella che ci si potrebbe aspettare dal vascello minerario per eccellenza del gioco.
    • Nel complesso, le dimensioni della Orion sono raddoppiate, portandole al pari con quelle di una Idris.
  • La zona centrale avrà un aspetto industriale, mentre per gli alloggi dell’equipaggio useranno linee più morbide, con colori chiari.
    • Dal momento che tutti gli interni sono stati realizzati attorno al tunnel centrale, i locali saranno rumorosi.
    • Inoltre, vorrebbero implementare delle vetrate che si affaccino sul tunnel, così da permettere ai giocatori di vedere i detriti che passeranno al suo interno.

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  • Al momento la Orion è in fase di whitebox, in quanto stanno definendo le forme di tutti gli ambienti e stanno iterando alcuni elementi di design di cui non sono ancora del tutto certi.
    • La Orion ha subito svariate modifiche, in quanto hanno riscontrato dei problemi con l’assegnazione degli spazi e delle dimensioni di tutti i locali interni, principalmente a causa del fatto che sono organizzati attorno al tunnel centrale della nave.
    • Inoltre, durante i lavori hanno anche tenuto in considerazione le possibili conseguenze di gameplay legate alla scala del vascello. Ad esempio, posizionare gli alloggi dell’equipaggio lontani dalla plancia di comando avrebbe rallentato notevolmente i tempi di risposta dei personaggi ad eventuali minacce o problemi.
    • Per questi motivi, i locali del velivolo non saranno spaziosi.
  • Lungo il tunnel centrale sono stati posizionati svariati pannelli che daranno accesso a tutti i componenti e le sezioni tecniche del vascello, con un approccio simile a quello già adottato per la Constellation.

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LA FORMA DELLE NAVI: ROVER URSA

  • Il Rover Ursa è un APC capace di trasportare un massimo di sei persone.
    • È stato progettato per permettere ai giocatori di svolgere le missioni planetarie in condizioni di sicurezza.
    • Il suo svantaggio principale è costituito dal fatto che non è in grado di raggiungere le velocità di una moto quale la Nox o la Dragonfly.
    • Monta sei ruote che gli permettono di affrontare quasi ogni tipologia di terreno e dispone di un design estremamente pulito e piatto, con linee dritte e poche curve.
    • Dato che si tratta di un mezzo piuttosto piccolo, per dargli le forme e le caratteristiche tipiche del produttore RSI hanno deciso di lavorare più sulle texture ed i materiali, nonché sui dettagli interni dell’abitacolo e della zona cargo, piuttosto che sulla sua struttura esterna.
    • Se avessero fatto il contrario, non sarebbero riusciti a far entrare il Rover all’interno della stiva della Constellation.
  • Il suo arsenale è costituito da una torretta remota che può essere controllata dal copilota.
  • Il Rover è nella fase di configurazione tecnica finale e sarà rilasciato con l’aggiornamento 3.0.

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