Questo articolo è stato originariamente pubblicato nel Jump Point 7.6.

In molti si spaventerebbero a sapere che una banda di criminali ha messo una taglia sulle loro teste, ma gli agenti assegnati ai Bronson’s Bolts, l’unità di interdizione d’élite dell’Advocacy, lo considerano una medaglia d’onore. Sin dal loro debutto nel 2938, l’Advocacy ha schierato strategicamente i Bolts per sopprimere le attività illegali nei Sistemi più problematici, ed il risultato parla da sé. Un report del 2948 pubblicato dal Centro di Riformazione Criminale rivela l’efficacia dell’unità lungo il decennio. Riporta che i Sistemi pattugliati dai Bolts hanno visto una notevole diminuzione dei crimini denunciati ed un aumento degli arresti. Il report inoltre considera le ragguardevoli taglie poste sui membri dei Bolts come un’ulteriore conferma della loro efficacia.

La reputazione dei Bolts come unità di polizia d’élite non ha fatto che aumentare nel corso degli anni. I piloti più dotati dell’Advocacy si sfidano costantemente per avere la possibilità di pilotare la Origin M50 appositamente modificata con equipaggiamento adatto all’interdizione e all’arresto dei criminali. Per i fuorilegge più audaci l’eliminazione di una di queste navi potrebbe far guadagnare una bella ricompensa, ma sembra che la cattura di uno di questi caccia superveloci valga ancora di più nel mercato nero.

Considerando il successo dei Bronson’s Bolts, molti esperti di sicurezza sono sorpresi che l’Advocacy ci abbia messo tanto a creare un’unità di interdizione specializzata. Tuttavia, l’evoluzione istituzionale è lenta e spesso stimolata solo da una crisi. La creazione dei Bolton’s Bolts non fa differenza, in quanto fu l’imbarazzo generato dalla Fuga di Kellar ad obbligare l’Advocacy a rivalutare le sue pratiche.

La Calamità di Nome Kellar

L’ASS Gratia Bronson conosceva il Sistema Ellis meglio di chiunque altro nell’Advocacy. Aveva pattugliato i suoi tredici pianeti e i cinque punti di salto per diciassette anni, tenendo traccia delle rotte migliori che attraversavano il Sistema. Nel tempo libero, affinava le sue abilità di pilota seguendo il percorso della Murray Cup e pagando di tasca propria le modifiche per la sua Avenger. Tutti questi fattori confluirono il 20 Maggio 2931 – il fatidico giorno in cui incontrò il famigerato fuorilegge Dean Kellar.

In fuga dopo aver assassinato un’agente dell’Advocacy sotto copertura, quando la sua Hornet modificata entrò nel Sistema Ellis aveva già attraversato altri tre Sistemi, nei quali aveva combattuto contro l’Advocacy e si era inimicato anche dei fuorilegge dopo averne uccisi cinque. L’ASS Bronson entrò immediatamente in azione. Con l’aiuto delle forze di sicurezza locali e i dati comunicati, riuscì ad intercettare Kellar immediatamente. I due lottarono per tutto il Sistema, in quanto Kellar riusciva a filarsela ogni volta che arrivavano i rinforzi dell’Advocacy. Laddove Kellar usciva dal salto quantico, però, l’SSA Bronson sarebbe stata la prima agente dell’Advocacy che si sarebbe trovato di fronte. Gli aggiornamenti apportati alla sua Avenger le permettevano di stare al passo con il fuggitivo, ma la mettevano anche in una posizione di pericolo. Come unico agente Advocacy in grado di stargli alle calcagna, la sua nave stava subendo tutte le conseguenze.

Il combattimento più lungo avvenne nei pressi del salto Ellis-Taranis. Per oltre dieci minuti, riuscì ad impedire da sola che Kellar scappasse verso Taranis. Gli altri agenti dell’Advocacy arrivarono appena in tempo per vedere l’ultimo missile di Kellar distruggere l’Avenger dell’SSA Bronson, che fortunatamente era riuscita ad eiettarsi. La fuga di Kellar trovò la sua conclusione in Nexus, quando la civile Anna Flynn sparò il colpo che lo uccise.

Un’indagine dell’Advocacy sull’imbarazzante incidente generò un verbale che riportava accuse determinanti, una su tutte che gli agenti dell’Advocacy erano stati facilmente sconfitti e sopraffatti dalla Hornet modificata di Kellar. Il rapporto indicava che se l’Advocacy voleva davvero scoraggiare i pericolosi fuorilegge che tentavano di fuggire ai suoi agenti, aveva bisogno di navi più veloci. Dopo la sua lettura, il Direttore dell’Advocacy Renzo Berlanga convocò una commissione per indagare sul problema e risolverlo.

La Nascita dei Bolts

L’allora Assistente del Direttore Thomas Carmody guidò la commissione d’inchiesta, che intervistò agenti di tutti i ranghi, consultò degli esperti ed indagò su numerosi incidenti in cui gli agenti avevano perso la vita in missione. La commissione elaborò numerose proposte e discusse con fervore sui loro punti forti fino a che non decisero di optare per un duplice approccio.

Primo, l’Advocacy avrebbe identificato gli agenti con doti di pilotaggio eccezionali e li avrebbe sottoposti ad una formazione avanzata. Secondo, avrebbero fornito a questi agenti navi estremamente veloci, più adatte a seguire i criminali durante i tentativi di fuga. In passato, gli agenti avevano potuto apportare migliorie non rimborsabili alle loro normali navi di pattuglia se erano registrati presso l’Advocacy. Come avevano dimostrato le azioni dell’ASS Bronson, una di queste macchine ritoccate in mano ad un pilota esperto si era rivelata incredibilmente efficace. La raccomandazione della commissione fu quella di standardizzare queste modifiche fornendo il budget per un’unità apposita composta da navi specializzate. Nel 2936 il Direttore Berlanga approvò il progetto ed iniziò la ricerca dei piloti e della nave ideale.

L’Advocacy si incontrò segretamente con i produttori di astronavi presentando i suoi parametri. Per la sorpresa di molti, la M50 proposta da Origin Jumpworks sembrava soddisfare tutti i requisiti. La versione modificata non era la più veloce o la più potente tra le navi proposte all’Advocacy, ma con il giusto equipaggiamento bilanciava velocità e potenza molto meglio di quanto facessero le sue alternative. La commissione lavorò a braccetto con Origin per apportare aggiustamenti minori prima di richiedere la produzione in serie della loro nuova unità d’élite. I dettagli sulle modifiche restano dati secretati, e nonostante qualche esemplare di questa nave sia caduto nelle mani dei fuorilegge, nessuno è stato in grado di replicare le modifiche su una M50 standard.

Nel 2938 l’Advocacy dispiegò silenziosamente i membri della loro nuova unità in Magnus, Nexus, Fora, ed altre aree ad “alta criminalità” sotto il comando diretto di Bronson, promossa al rango di ASC. Per distinguerle, le M50 vennero decorate con un fulmine, che valse loro l’epiteto di Bronson’s Bolts (ndt.i fulmini di Bronson).

Oltre a non condividere le specifiche riguardo le M50 dei Bolts, l’Advocacy rifiuta anche di rivelare il numero di agenti attivi assegnati all’unità o dove vengono impiegati. I Bolts sono stati visti spesso in Nexus, in Charon a sorvegliare il caos sviluppatosi dalla guerra civile e a pattugliare Sistemi con salti che escono dal territorio UEE. All’Advocacy fa comodo il mistero che circonda questi agenti, poiché spera che l’unità instilli nei fuorilegge la paura che un agente potrebbe apparire dal nulla come un fulmine, pronto a portare giustizia sulle loro teste.

 

Articolo originale disponibile presso Roberts Space Industries.