In questo episodio facciamo due chiacchiere con il nuovo Coordinatore alla Produzione, Lisa Ohanian.


 

Articolo originale disponibile presso le Roberts Space Industries.


James Pugh intervista il Coordinatore alla Produzione Lisa Ohanian.

JP: Salve a tutti, sono qui con il nuovo coordinatore alla produzione, Lisa Ohanian. Lisa, come stai oggi?

LO: Bene, tu come stai?

JP: Sto sempre molto bene. Dunque, sono felice di averti qui con noi. Perché non ci dici qualcosa riguardo dove lavoravi prima di venire qui?

LO: Okay, allora, prima di venire qui lavoravo alla Activision. In realtà, lì ho svolto il mio periodo da stagista ed in seguito sono stata assunta, e per quanto riguarda il passato… Da allora, ho lavorato nel gruppo di Gestione alla Produzione del franchise Call of Duty.

JP: Oh, interessante. A che titoli della serie COD hai lavorato? Perché Call of Duty è… E’ notevole.

LO: Notevole, già, è un mostro. Il primo a cui ho lavorato è stato Black Ops 2, che è il mio preferito.

JP: Anche il mio! *batte il cinque*

LO: Ed ho continuato a lavorare sulla serie, da allora quanto meno ho dato il mio contributo ad ogni titolo.

JP: Hai detto che hai lasciato dopo Advanced Warfare?

LO: Si, è stato l’ultimo cui abbia lavorato. E prima di andarmene ho collaborato un poco anche a, ora posso dirlo, Black Ops 3, sebbene all’epoca non potessi rivelarlo a nessuno.

JP: Va bene, allora, ti hanno già fatto questa domanda in passato, te la fanno in continuazione. Cosa fai esattamente in qualità di Coordinatore alla Produzione?

LO: Lavoro molto. Attualmente i miei tre campi principali di interesse riguardano la collaborazione con i nostri artisti esterni. Molti compiti riguardanti diversi componenti del gioco vengono assegnati ad appaltatori, che ci fornisco il prodotto finito che viene quindi assemblato e confrontato con tutti gli altri pezzi, per cui il mio lavoro consiste nel rimanere in contatto con tutti i nostri collaboratori esterni, definire i loro programmi, parlare il legalese, stipulare i loro contratti e cose del genere, tenere traccia di tutte le nostre approvazioni riguardanti il materiale che ci inviano e qualsiasi altra cosa abbia a che fare con loro. E collaboro molto con il sistema di produzione delle navi, definiscono le loro tabelle di marcia, ed aiuto anche l’apparato di creazione dei personaggi.

JP: Quindi lavori a stretto contatto con Steven. Toast.

LO: Si.

JP: Ci hai pensato un secondo. Avevi un’espressione del tipo: ‘E chi è?’

LO: L’ho fatto, l’ho fatto. Toast. Ci ho messo un secondo. Ma si, fondamentalmente, mi occupo a vari livelli di qualsiasi cosa abbia a che fare con il reparto Artistico.

JP: Cosa ti ha attirato di questo progetto? Perchè venendo da Call of Duty è piuttosto… E’ un poco diverso.

LO: Un poco diverso, già. Mi piacciono molto le aspirazioni di questo mondo in quanto a libertà di scelta ed interessi. L’aspetto che apprezzo di più degli MMO è la creazione del mondo e, per quanto possa sembrare strano, i dettagli della vita al suo interno, e quello che mi ha attratta maggiormente in questo caso è la liberà di scelta: puoi scegliere di essere un pilota spaziale, un pirata, un commerciante, e puoi fare così tante cose differenti che normalmente non sono presenti in un gioco, e tutto questo crea un mondo vivente veramente interessante, ed io adoro i mondi di questo genere.

JP: Quindi sei stata attirata dalla mole delle possibilità esplorabili, cosa interessante, dal momento che è l’esatto opposto dell’approccio degli studio in cui lavoravi prima.

LO: Oh, si, è differente. Call of Duty aveva il suo fascino, ma non aveva… Non era quel tipo di gioco.

JP: Quindi ti ha sempre interessata lo sci-fi o…?

LO: Più il fantasy. Sono cresciuta giocando a D&D perché mio padre era un grande appassionato. Per la mia sesta festa di compleanno mio padre organizzò per me per alcuni miei amici una campagna di D&D dalla durata di 12 ore, per cui non ho iniziato ad interessarmi allo sci-fi fino agli ultimissimi anni della scuola superiore, i primi del college. Qualcuno mi parlò di un western spaziale che dovevo assolutamente vedere ed io dissi: ‘Non saprei, non mi piacciono molto i western, non mi interessa davvero lo sci-fi’, ma chiunque abbia visto Firefly vi dirà che è probabilmente la migliore serie televisiva sulla Terra, per cui…

JP: E’ stato il punto di inizio.

LO: E dopo quello non mi sono più fermata. Le persone mi dicevano: ‘Oh, guarda Battlestar’. FATTO. Capisci, non mi sono più fermata.

JP: Dunque, torniamo all’argomento iniziale. In principio, come ti sei avvicinata ai videogiochi?

LO: Come ho detto, sono una giocatrice da una vita. Da bambina pensavo che magari avrei potuto iniziare a giocare ai videogame, ma non mi sono mai interessata davvero fino a quando non mi sono ritrovata a decidere cosa fare dopo il college, e mentre controllavo i corsi dei master ho trovato un programma della Carnegie Mellon riguardante il management nell’industria dell’intrattenimento, ed io, semplicemente… Stavo riguardando le attività del corso e pensai: ‘Con questo potrei addentrarmi nel mondo dei videogiochi’. Sembrava perfetto. Di nuovo, non mi sono più fermata da allora.

JP: Così hai terminato il tuo master, e sei andata alla Activision?

LO: In realtà è tutto correlato a Star Citizen, a come sono venuta a conoscenza per la prima volta del progetto. Ho passato un’intera Estate lavorando con il team di Diablo 3 durante uno stage alla Blizzard. Diablo 2 è uno dei miei videogiochi preferiti in assoluto, per cui l’ho fatto, e poi sono passata in qualche modo alla Activision, ma ancora era tutto correlato a Star Citizen, ed a come ho scoperto questo progetto. Vedi, il tizio che mi ha assunta come stagista alla Blizzard è la stessa persona che mi ha assunto quando ho iniziato a lavorare qui.

JP: Beh, ha funzionato piuttosto bene.

LO: Lo so, il mondo è piccolo.

JP: Adesso sei qui e puoi controllare tutto, ma in quanto gamer e fan in trepidante attesa del gioco, quale elemento di Star Citizen ti interessa maggiormente?

LO: Probabilmente… Come ho risposto ad una tua precedente domanda, amo l’interazione e tutti i differenti modi in cui è possibile interagire con il mondo. Con il procedere dello sviluppo del gioco probabilmente deciderò di essere un commerciante o un politico, ma voglio tanto avere una mia astronave, e voglio partecipare ai combattimenti spaziali e cose del genere, ma sono sempre stata una ragazza più incline al PvE, e voglio davvero partecipare al mondo ed influenzarlo in un modo differente dal semplice sparare alle navi della gente, per quanto divertente possa essere.

JP: Già, in realtà anche io mi sono sempre considerato un tipo più da PvE, ed è bello che nel mondo che stiamo costruendo questa sia una possibilità attuabile, al contrario di molti altri MMO.

LO: Si, è del tipo: PvP o fai delle quest, senza che ci sia un percorso di quest prestabilito, come invece avviene in molti altri giochi.

JP: E non c’è alcun modo di influenzare realmente l’Universo. Voglio dire, non sto dicendo che non ci sia assolutamente alcun modo, sto dicendo che è minimo. Al contrario, è quello che stiamo cercando di fare con questo gioco, ed è molto eccitante per qualcuno che preferisce l’approccio PvE.

Bene, prima di lasciarti andare devo farti alcune domande veloci. Pronta?

LO: Oddio, spero di si.

JP: Bene. Film preferito?

LO: Dr. Horrible’s Sing Along Blog. Conta?

JP: Oh, altro che se conta! *batte il cinque*. Videogioco preferito?

LO: Diablo 2.

JP: Okay, nessun cinque, la risposta corretta era Metal Gear Solid 2, ma è un’ottima scelta. Astronave preferita in Star Citizen?

LO: Freelancer.

JP: Oh, ottima scelta. Bene, beh, ti ringrazio per averci fatto compagnia. Di nuovo, lei è Lisa Ohanian, io sono James Pugh, ed il Dev è stato *Redacted*

LO: Cosa hai detto?

*Disco Lando: Niente, non ci sei riuscito. No, è andata, è andata.

JP: No, ho detto *Redacted*

*audio in dissolvenza*

Traduzione a cura di Darnos.
Trascrizione originale disponibile presso ImperialNews.