Articolo originale disponibile presso le Roberts Space Industries.
JP: Salve a tutti, sono qui con il nuovo coordinatore alla produzione, Lisa Ohanian. Lisa, come stai oggi?
LO: Bene, tu come stai?
JP: Sto sempre molto bene. Dunque, sono felice di averti qui con noi. Perché non ci dici qualcosa riguardo dove lavoravi prima di venire qui?
LO: Okay, allora, prima di venire qui lavoravo alla Activision. In realtà, lì ho svolto il mio periodo da stagista ed in seguito sono stata assunta, e per quanto riguarda il passato… Da allora, ho lavorato nel gruppo di Gestione alla Produzione del franchise Call of Duty.
JP: Oh, interessante. A che titoli della serie COD hai lavorato? Perché Call of Duty è… E’ notevole.
LO: Notevole, già, è un mostro. Il primo a cui ho lavorato è stato Black Ops 2, che è il mio preferito.
JP: Anche il mio! *batte il cinque*
LO: Ed ho continuato a lavorare sulla serie, da allora quanto meno ho dato il mio contributo ad ogni titolo.
JP: Hai detto che hai lasciato dopo Advanced Warfare?
LO: Si, è stato l’ultimo cui abbia lavorato. E prima di andarmene ho collaborato un poco anche a, ora posso dirlo, Black Ops 3, sebbene all’epoca non potessi rivelarlo a nessuno.
JP: Va bene, allora, ti hanno già fatto questa domanda in passato, te la fanno in continuazione. Cosa fai esattamente in qualità di Coordinatore alla Produzione?
LO: Lavoro molto. Attualmente i miei tre campi principali di interesse riguardano la collaborazione con i nostri artisti esterni. Molti compiti riguardanti diversi componenti del gioco vengono assegnati ad appaltatori, che ci fornisco il prodotto finito che viene quindi assemblato e confrontato con tutti gli altri pezzi, per cui il mio lavoro consiste nel rimanere in contatto con tutti i nostri collaboratori esterni, definire i loro programmi, parlare il legalese, stipulare i loro contratti e cose del genere, tenere traccia di tutte le nostre approvazioni riguardanti il materiale che ci inviano e qualsiasi altra cosa abbia a che fare con loro. E collaboro molto con il sistema di produzione delle navi, definiscono le loro tabelle di marcia, ed aiuto anche l’apparato di creazione dei personaggi.
JP: Quindi lavori a stretto contatto con Steven. Toast.
LO: Si.
JP: Ci hai pensato un secondo. Avevi un’espressione del tipo: ‘E chi è?’
LO: L’ho fatto, l’ho fatto. Toast. Ci ho messo un secondo. Ma si, fondamentalmente, mi occupo a vari livelli di qualsiasi cosa abbia a che fare con il reparto Artistico.
JP: Cosa ti ha attirato di questo progetto? Perchè venendo da Call of Duty è piuttosto… E’ un poco diverso.
LO: Un poco diverso, già. Mi piacciono molto le aspirazioni di questo mondo in quanto a libertà di scelta ed interessi. L’aspetto che apprezzo di più degli MMO è la creazione del mondo e, per quanto possa sembrare strano, i dettagli della vita al suo interno, e quello che mi ha attratta maggiormente in questo caso è la liberà di scelta: puoi scegliere di essere un pilota spaziale, un pirata, un commerciante, e puoi fare così tante cose differenti che normalmente non sono presenti in un gioco, e tutto questo crea un mondo vivente veramente interessante, ed io adoro i mondi di questo genere.
JP: Quindi sei stata attirata dalla mole delle possibilità esplorabili, cosa interessante, dal momento che è l’esatto opposto dell’approccio degli studio in cui lavoravi prima.
LO: Oh, si, è differente. Call of Duty aveva il suo fascino, ma non aveva… Non era quel tipo di gioco.
JP: Quindi ti ha sempre interessata lo sci-fi o…?
LO: Più il fantasy. Sono cresciuta giocando a D&D perché mio padre era un grande appassionato. Per la mia sesta festa di compleanno mio padre organizzò per me per alcuni miei amici una campagna di D&D dalla durata di 12 ore, per cui non ho iniziato ad interessarmi allo sci-fi fino agli ultimissimi anni della scuola superiore, i primi del college. Qualcuno mi parlò di un western spaziale che dovevo assolutamente vedere ed io dissi: ‘Non saprei, non mi piacciono molto i western, non mi interessa davvero lo sci-fi’, ma chiunque abbia visto Firefly vi dirà che è probabilmente la migliore serie televisiva sulla Terra, per cui…
JP: E’ stato il punto di inizio.
LO: E dopo quello non mi sono più fermata. Le persone mi dicevano: ‘Oh, guarda Battlestar’. FATTO. Capisci, non mi sono più fermata.
JP: Dunque, torniamo all’argomento iniziale. In principio, come ti sei avvicinata ai videogiochi?
LO: Come ho detto, sono una giocatrice da una vita. Da bambina pensavo che magari avrei potuto iniziare a giocare ai videogame, ma non mi sono mai interessata davvero fino a quando non mi sono ritrovata a decidere cosa fare dopo il college, e mentre controllavo i corsi dei master ho trovato un programma della Carnegie Mellon riguardante il management nell’industria dell’intrattenimento, ed io, semplicemente… Stavo riguardando le attività del corso e pensai: ‘Con questo potrei addentrarmi nel mondo dei videogiochi’. Sembrava perfetto. Di nuovo, non mi sono più fermata da allora.
JP: Così hai terminato il tuo master, e sei andata alla Activision?
LO: In realtà è tutto correlato a Star Citizen, a come sono venuta a conoscenza per la prima volta del progetto. Ho passato un’intera Estate lavorando con il team di Diablo 3 durante uno stage alla Blizzard. Diablo 2 è uno dei miei videogiochi preferiti in assoluto, per cui l’ho fatto, e poi sono passata in qualche modo alla Activision, ma ancora era tutto correlato a Star Citizen, ed a come ho scoperto questo progetto. Vedi, il tizio che mi ha assunta come stagista alla Blizzard è la stessa persona che mi ha assunto quando ho iniziato a lavorare qui.
JP: Beh, ha funzionato piuttosto bene.
LO: Lo so, il mondo è piccolo.
JP: Adesso sei qui e puoi controllare tutto, ma in quanto gamer e fan in trepidante attesa del gioco, quale elemento di Star Citizen ti interessa maggiormente?
LO: Probabilmente… Come ho risposto ad una tua precedente domanda, amo l’interazione e tutti i differenti modi in cui è possibile interagire con il mondo. Con il procedere dello sviluppo del gioco probabilmente deciderò di essere un commerciante o un politico, ma voglio tanto avere una mia astronave, e voglio partecipare ai combattimenti spaziali e cose del genere, ma sono sempre stata una ragazza più incline al PvE, e voglio davvero partecipare al mondo ed influenzarlo in un modo differente dal semplice sparare alle navi della gente, per quanto divertente possa essere.
JP: Già, in realtà anche io mi sono sempre considerato un tipo più da PvE, ed è bello che nel mondo che stiamo costruendo questa sia una possibilità attuabile, al contrario di molti altri MMO.
LO: Si, è del tipo: PvP o fai delle quest, senza che ci sia un percorso di quest prestabilito, come invece avviene in molti altri giochi.
JP: E non c’è alcun modo di influenzare realmente l’Universo. Voglio dire, non sto dicendo che non ci sia assolutamente alcun modo, sto dicendo che è minimo. Al contrario, è quello che stiamo cercando di fare con questo gioco, ed è molto eccitante per qualcuno che preferisce l’approccio PvE.
Bene, prima di lasciarti andare devo farti alcune domande veloci. Pronta?
LO: Oddio, spero di si.
JP: Bene. Film preferito?
LO: Dr. Horrible’s Sing Along Blog. Conta?
JP: Oh, altro che se conta! *batte il cinque*. Videogioco preferito?
LO: Diablo 2.
JP: Okay, nessun cinque, la risposta corretta era Metal Gear Solid 2, ma è un’ottima scelta. Astronave preferita in Star Citizen?
LO: Freelancer.
JP: Oh, ottima scelta. Bene, beh, ti ringrazio per averci fatto compagnia. Di nuovo, lei è Lisa Ohanian, io sono James Pugh, ed il Dev è stato *Redacted*
LO: Cosa hai detto?
*Disco Lando: Niente, non ci sei riuscito. No, è andata, è andata.
JP: No, ho detto *Redacted*
*audio in dissolvenza*
Traduzione a cura di Darnos.
Trascrizione originale disponibile presso ImperialNews.