Una delle ultime navi arrivate è l’utilissima Argo, prodotta dall’omonima azienda. Scopriamo insieme qual’è la sua storia, dai treni allo spazio!


È Ora di Andare

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Nonostante non sia una delle aziende più famose, dal momento che i loro prodotti sono realizzati solitamente per scopi industriali, è quasi una garanzia il fatto che il duro lavoro di Argo Astronautics abbia influenzato le vostre vite. Dal trasporto dei freschissimi chicchi di caffè per le vostre colazioni ai mezzi pubblici che vi portano in ufficio, nei suoi sette secoli di esistenza Argo è diventata una vera e propria istituzione, grazie alla varietà del parco macchine, navette e veicoli commerciali. Eppure, nonostante l’espansione dei giorni nostri, tutto è partito da un singolo treno.

Nel 2243, dopo circa cent’anni passati a trasportare persone e materiale lungo le distese del Nord e del Sud America, l’ormai obsoleto treno a levitazione magnetica Trans-America era in disperato bisogno di un’innovazione. Partendo da Barrow in USA fino a Punta Arenas in Cile, era il terzo tratto più lungo di mono-binario continuo presente sul pianeta Terra e trasportava tonnellate di merci ogni giorno. Tuttavia, con i trasferimenti sub-orbitali in continua espansione che acquisivano sempre più quote del mercato di trasporto dei cargo, e con il treno che doveva attraversare così tante zone territoriali diverse, poche compagnie volevano ancora sobbarcarsi l’erculeo compito di aggiornare una linea di trasporto tanto complessa.

Nonostante diversi enti governativi avessero tentato di ottenere punti investendo nell’infrastruttura, non venne mai raggiunta la quota minima necessaria per procedere con il progetto. Tutti gli occhi erano rivolti alla nuova comunità emergente su Marte. Nel frattempo, i nuovi e velocissimi drive quantistici di RSI attiravano sempre più interesse, e con esso i soldi per stabilire il nostro posto all’interno del Sistema Solare e poter spingersi sempre più lontani dalla Terra. Mentre i ritardi e i guasti della linea ferroviaria si facevano sempre più frequenti, sembrava che ormai il suo destino fosse segnato. Invece, un giovane talento laureata in ingegneria ferroviaria pensò di avere in mano la soluzione.

Un Passo nella Direzione Giusta
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Alana Redmond è cresciuta sulla linea Trans-Am, passando la maggior parte della sua giovinezza accompagnando la madre, che lavorava come capoturno a bordo del treno. Spostandosi di città in città, Alana era affascinata dal fatto che le rotaie potessero collegare il mondo. Di come, nonostante i dati e le informazioni potessero essere spedite in un lampo attorno il globo, servissero ancora persone come sua madre che lavorassero fino allo sfinimento per trasportare fisicamente un bene da un continente all’altro. Era una cosa che avrebbe discusso volentieri con chiunque le avesse chiesto com’era correre sulle rotaie, perciò la sua famiglia non si stupì più di tanto quando, dopo gli studi, Alana iniziò a lavorare presso la Trans-Am come assistente ingegnere.

Non era raro per l’equpaggio dover fermare il treno per qualche riparazione d’emergenza sulla vetusta mono-rotaia, quando i loro sensori rilevavano qualche anomalia di allineamento delle bobine. Il processo di riparazione, che data la difficoltà richiedeva molta precisione, rischiava di far saltare l’intero programma dal momento che la preparazione, la sistemazione e l’allineamento erano processi molto lunghi in termini di tempo. Inoltre, più la rotaia invecchiava, più riparazioni richiedeva, ed anche i ritardi aumentavano. Questo significava che una singola riparazione avrebbe potuto tradursi in una grande perdita di denaro per la tratta, ma proseguire senza riparazioni significava un rischio ben più grande che avrebbe potuto causare ancor più ritardi.

Un giorno, mentre aspettava che una bobina di levitazione si allineasse, Alana notò un pezzo di metallo piegato dalla forza magnetica laddove il treno l’aveva calpestata. La curvatura del metallo piegato poteva tornargli utile quanto l’equipaggiamento per le riparazioni che utilizzavano. Gli ingranaggi nella sua testa si misero in moto e teorizzò che avrebbe potuto sfruttare le forze generate dal treno per completare le riparazioni invece di continuare con il processo attuale, dispendioso in termini di tempo e di sforzo. Ispirata, mise immediatamente su carta i suoi piani, anche se sapeva che non avrebbe potuto testare la sua idea su una tratta attiva. Invece, raggiunse un amico che lavorava nell’area del magazzino e passò un po’ di tempo con un vecchio motore. Con le specifiche del progetto ed un tracciato di prova, Alana sfruttò le sue vacanze per passare due settimane a fondere binari.

Quando il tempo stava ormai per finire, sapeva di aver raggiunto qualcosa, ma era di fronte ad una scelta. Nervosa ma allo stesso tempo eccitata, Alana si licenziò ed usò tutti i suoi risparmi per iniziare a lavorare a tempo pieno sullo sviluppo del suo nuovo processo di riparazione. Sei mesi dopo, nel Settembre del 2243, AR-Go Technologies depositò un brevetto per un sistema di riparazione automatico dei binari che poteva essere installato sui vagoni. Il nome dell’azienda era un nomignolo nato dalle iniziali di Alana, un’idea suggerita dalla madre. Non solo il sistema che aveva sviluppato poteva rimpiazzare il metodo tradizionale, ma equipaggiando tutti i vagoni con la tecnologia, la linea poteva essere riportata in ottime condizioni mentre i treni continuavano a viaggiare, prolungando la loro operatività a tempo indeterminato e permettendo al contempo l’utilizzo delle rotaie vecchie anche alle nuove generazioni di treni superconduttori. La domanda per il sistema di riparazione era enorme, con ordini provenienti da tutte le maggiori linee ferroviarie. AR-Go Technologies divenne un successo planetario e da un giorno all’altro riuscì a rivitalizzare l’industria ferroviaria.

La Prossima Fermata
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Nel corso dei decenni successivi, Alana e la AR-Go Technologies continuarono ad introdurre innovazioni – un metodo di chiusura e bloccaggio del cargo più veloce, un nuovo sistema di gestione dei passeggieri ed un caricatore a vibrazioni, tanto per citarne alcune. Alla fine, con l’acquisizione di Todairo Manufacture ed il cambio di nome in Argo Transportation, passarono a produrre i propri componenti da sé. Gli standard rigorosi e la resistenza delle carrozze a levitazione magnetica che producevano li rese in poco tempo leader nel settore. Il rapido successo e l’altrettanto rapida espansione portarono infine al più audace progetto di Alana con la sua azienda. Un progetto che avrebbe portato AR-Go in una nuova direzione – lontana dal mondo.

Port Renatus su Marte si era sviluppata a tal punto che la città era alla ricerca di un sistema di trasporto pubblico. Nonostante Argo non avesse mai costruito prima un sistema di trasporto completo, la presentazione appassionata di Alana alle cariche amministrative della città le fecero vincere l’appalto. Purtroppo, non avrebbe vissuto abbastanza per vedere la sua visione di quel che chiamava “hub di transito a rete radiale” prendere forma, ma il Sistema di Trasporto Rapido di Port Renatus è ritenuto ancora oggi come uno dei progetti di trasporto pubblico più eleganti.

Mentre Alana Redmond non era più presente per supervisionare le operazioni, il successo di Argo su Marte assicurò alla compagnia un futuro anche senza di lei. Sarebbero giunti altri contratti importanti da diversi pianeti, inclusa la Transit Metrorail di Prime su Terra e la Municipal Transit Line di Angeli. Tuttavia, seguendo l’esempio di Alana, tutti i nuovi leader delle varie aziende avrebbero fatto presto un enorme passo avanti, abbandonando completamente i binari.

Proseguendo Oltre
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Alla ricerca di un continuo miglioramento per i propri servizi e le reti, Argo ha un team apposito di progettisti che cercano quali sono i problemi che potrebbero essere risolti. Nell’analizzare i ritardi dei propri treni cargo, hanno scoperto che l’impatto più grande sulla tabella di marcia era dovuto non tanto al sistema di rotaie, quanto a quelli prodotti durante il processo di trasferimento su vari punti della tratta. Lo scarico e carico dei treni rubava parecchio tempo e spesso era soggetto a diversi problemi di traffico. Per rendere il tutto più scorrevole, Argo pensò ad un modo per controllare da sé i trasferimenti.

La soluzione venne trovata con l’acquisto di Telluman Shipworks, una società che creava navette ricreative. Modernizzando le fabbriche della Telluman su Cassel, il team di ingegneri di Argo creò uno scafo di supporto orbitale (OUC – Orbital Utility Craft) che potesse movimentare i container del carico direttamente dai trasportatori alle carrozze dei loro treni. Incorporando il loro sistema di chiusura e bloccaggio nel telaio del velivolo, riuscì a snellire il processo di carico in modo significativo. Non passò molto tempo prima che gli utilizzatori dell’OUC aumentassero di numero espandendosi all’infuori del solo sistema di transito personale di Argo.

Man mano che sempre più piloti provavano con mano l’immediatezza dell’operare con un OUC, aumentavano anche le vendite degli scafi di seconda mano acquistati per scopi personali. Argo, vedendo come la domanda fosse palese, intensificò la produzione e nel 2619 presentò il Veicolo di Supporto Multifunzione (Multi-Purpose Utility Vehicle) Argo, il loro primo modello disponibile al pubblico. Nel primo periodo di lancio del velivolo, era disponibile solo il modulo cargo, ma non passò molto prima che arrivassero i mezzi per il trasporto di personale, come pod di recupero, i moduli di riparazione ed altre varietà. Se c’era qualche lavoro da fare, allora c’era una Argo.

Il successo dell’MPUV portò Argo ad espandere ancora il suo dipartimento dedito alle navi fino a che questi non superò la divisione del transito a terra. Una ristrutturazione delle proprietà interne portò ad un altro cambio di nome, e nel 2665 emerse quello che accompagna tanti pilastri del trasporto: Argo Astronautics.

Al giorno d’oggi, Argo produce un’ampia gamma di veicoli di supporto e di trasporto – da navette di lavoro a skipper atmosferici fino a pod di rientro – tutti dediti a portare le persone e i beni dell’Impero fin dove ne hanno bisogno. Anche l’esercito è giunto a dipendere dagli MPUV per le sue necessità. E mentre le mire di Argo Astronautics si sono certamente espanse rispetto ai giorni di Alana, la sua dedizione nel garantire che i propri prodotti siano fatti nel migliore dei modi rimane ancora intatta.

Traduzione a cura di Alex Miura.
Articolo originale disponibile presso Roberts Space Industries.